mercoledì 4 dicembre 2013

Certe notti

È vero, di solito scrivo di notte, ma oggi credo di avere veramente esagerato. Spesso mi faccio prendere dai pensieri, o dalla malinconia forse, ma mai mi ero spinto fino a tanto. Sono le sette di mattina ed io non ho chiuso occhio. Perdonatemi dunque se non sarò molto lucido, vivo, ma quando troppi pensieri affollano la testa è sempre meglio liberarsi. Tutto passa in secondo piano in certi momenti. Certe notti sono troppo pesanti e asfissianti, ma allo stesso tempo belle ed emozionanti, da rimanere anonime.
Chissà quanti di voi sono già arrivati a scuola, in università o a lavoro. Chissà invece quanti stanno ancora dormendo, quanti invece sono svegli e lottano per sopravvivere. Chissà quanti sono in Italia. Io vi invidio. Io invidio gli italiani di Italia, che riescono ancora a vivere nel paese più bello del mondo nonostante questo dia sempre più motivi per essere invidiato. Io invece sopravvivo altrove. Sarei un bugiardo nel dire che l'Italia è migliore dell'Inghilterra, e probabilmente sarei anche un deficiente. "Londra è la città più avanzata d'Europa!". Sarà pur vero, ma non è la mia città. Eppure io sono stato fortunato. Per cercare fortuna ho preso l'aereo. E pensare che c'è chi deve attraversare il mare incazzato per cercare "fortuna", che poi si sa', il mare è insensibile, non perdona. Un'immensa tela blu che regala gioie e dolori. Tela che a Londra si vede soltanto in fotografia. É uno scempio, le stragi di Lampedusa sono uno scempio. L'Italia è una merda. Quasi quanto la mafia. Tanto per gli inglesi le due cose combaciano perfettamente. Ma loro non possono capire. Non possono capire le sofferenze di una terra dimenticata da un Dio dimenticato. Le madri che piangono, gli uomini terrorizzati al solo pensiero di uscire di casa. Negozi che bruciano, strade che esplodono, politici che festeggiano con cassate e cannoli. Eroi che muoiono, speranze distrutte. Nessuno ha pensato alla nostra terra. Una Sicilia distrutta, devastata, stuprata. Una Sicilia dove io non posso vivere perché non ho gli agganci. Perché parlo troppo e non solo in manifestazioni e cortei. Perché metto le idee prima dei compromessi. Perché preferisco avere un tozzo di pane piuttosto che una bistecca con patatine fritte servita da chi ha le mani sporche di sangue. Ma non mi prendete tanto seriamente. Avere le mani sporche di sangue è normale, naturale. Sbagliamo tutti, spesso scendiamo a compromessi. Non ci atteggiamo a super eroi, a persone che non siamo. L'uomo è imperfetto. Però l'uomo ha anche cuore e cervello. E un essere con queste caratteristiche è capace di tutto. Non serve ripetere che la mafia è una montagna di merda, non serve guardare un film sulla mafia e commuoversi se poi permetti che in televisione passino serie come "Squadra antimafia" e "Il capo dei capi". E magari le guardi pure. Non fraintendetemi, non voglio accusare nessuno. Ma ora dico io, ne vale la pena inneggiare ad uno dei cancri peggiori della nostra terra, esclusivamente per trarne profitto? Esistono tanti modi per guadagnare e fare del bene. Cambiate canale. Su Mediaset ci sono così tante altre stronzate che sono sicuro troverete un'alternativa. Anzi, stacchiamo la spina e uscite fuori a guardare il mondo. Cercate notizie vere, credete solo ai vostri occhi. Abbiate fede in qualcosa, ma fatevi trascinare dalla vostra vista. Quante volte avete sentito parlare al telegiornale di un rumeno che uccide e distrugge? Eppure non sapete quanti rumeni mi aiutano in università, di quanti rumeni sono persone umili ed estremamente intelligenti. Che poi, se chi possiede la televisione fa parte di un partito politico, le notizie sono (anche inconsciamente) filtrate ed espresse in maniera parziale, più o meno espressamente. Con questo non voglio però attaccare nessuno. Rispetto gli ideali di destra, così come rispetto quelli di sinistra. Non voglio addentrarmi nel discorso della politica, non voglio subire gli attacchi spietati di gente piena di paroloni e filosofia pronta a supportare il proprio partito o la propria idea come una sorta di fede calcistica. Per questo metto le mani avanti e dico che io di politica non so proprio niente. Sarebbe bello però che un giorno l'Italia possa scegliere dei rappresentanti che portino effettivamente delle idee di destra o di sinistra. In quel momento sarò felice. Ma se i nostri antenati hanno lottato per farci scegliere nel 2013 tra chi va a trans e chi va a minorenni, io preferisco tirarmi fuori e non sputare sulla loro memoria. L'Italia ha una grande memoria e un grande passato. A volte gioioso, a volte tetro, ma apprezzato da tutto il mondo. Così come il cibo, il sole, il mare, le ragazze, l'accento, le urla e la passione. Potrei continuare all' infinito ma l'alba alle mie spalle sembra avvisarmi che si è fatto un po' tardi. Io ringrazio veramente di cuore tutti voi che leggete i miei pensieri,perché siete voi a darmi l'opportunità di sfogarmi e rilassarmi mentalmente. Ma soprattutto ringrazio chiunque sia il burattinaio che guida questa marionetta che è il mondo, per avermi fatto uguale a tutti gli altri uomini. Con il cuore e il cervello necessario per superare questa notte.

sabato 23 novembre 2013

Rambo

A Londra sono le 4 del pomeriggio. Nonostante il sole sia già calato, la temperatura che si aggira intorno ai 5° e la consapevolezza di dover fare la lavatrice, è una bella giornata. La luce del giorno lascia posto alla luce dell'arco dello stadio di Wembley e al boato dei numerosi tifosi di rugby che oggi si sono riuniti per vedere la partita. Una passeggiata è dunque necessaria. Faccio 5 passi, poi capisco che le mie mani sono a due minuti dal cadere per terra. Ho bisogno dei guanti. Buffo, a Palermo gli unici guanti che usavo erano quelli da portiere, quando il nostro numero uno non poteva venire al campetto, con risultati decisamente scandalosi. Ma lasciamo stare le mie prodezze calcistiche e torniamo a camminare. Dopo aver speso 4£ per i guanti mi dirigo verso lo stadio. Mentre cammino, alla mia destra, noto con interesse l'ingresso dell'Hilton hotel, soprattutto il cartello accanto all'ingresso con scritto "Swimming Pool". Finalmente ho trovato una piscina a Wembley! Quanto mi manca nuotare, quanto mi manca il mare. Certo il cloro non sarà il sale, gli schizzi di qualche bambino non saranno come le onde, gli spogliatoi non saranno i teli da mare attorcigliati intorno alle gambe per coprire le "zone calde" durante il cambio del costume. Però adattarsi vuol dire anche questo. La località marittima più bella e più "vicina" è Brighton. Metto vicina tra virgolette perché in realtà è lontana 15 pound di andata e 15 di ritorno, cifra non sostenibile da uno studente universitario. La piscina andrà più che bene. Senza rifletterci troppo, attraverso le porte girevoli dell'Hilton (tanto amate dai londinesi) e cerco la piscina per chiedere informazioni. Il mio giubbotto ingombrante, i miei capelli scombinati e i miei guanti da 4£ non hanno niente a che vedere con il mondo dell'Hilton. Entrando lo si capisce subito. Businessman in giacca e cravatta, sempre pronti a guardare il quadrante dell'orologio, credendo che il loro tempo passi più velocemente rispetto al resto dell'umanità. Non mi piacciono per niente. Eppure io sto studiando business. Sembrerebbe un enorme paradosso e, in effetti, lo è. Vorrei tanto chiedere a uno di loro, agguantando il momento in cui gli occhi non guardano perplessi un Rolex scintillante, se un giorno, anche loro, si sono trovati con dei guanti da 4£, un giubbotto ingombrante e i capelli scombinati. Io credo proprio di sì e questo mi fa terrore. Maledetta piscina, io qua non ci dovevo entrare! Vabbè dai poco importa, sono ancora giovane e a queste cose non dovrei pensarci adesso. Salgo le scale ed entro in piscina. La ragazza che mi fa fare il giro del centro, tanto attraente quanto antipatica, mi informa con stupore che usufruire della piscina dell'Hilton hotel non è così costoso come pensavo, soprattutto se sei in possesso di una student card. La carta dello studente che ti da sconti per la palestra, per il materiale di scrittura, per l'acquisto di mezzi utili al fine didattico (I-pad uno su tutti), persino per l'affitto in alcune halls (appartamenti in affitto in stile hotel) e soprattutto, sempre grazie alla student card, ricevi un cheeseburger gratis ogni volta che ordini un menù al McDonald! Una carta studentesca vera, non quella cacatella che ci danno in Italia. Torno giù e la hall è ancora popolata da potenziali 007. Pensandoci su non è così male. A me studiare business piace e anche molto, devo solamente pormi  un obbiettivo diverso dagli altri. Non voglio diventare un prodotto di fabbrica, non mi si addice. Il mio obbiettivo è essere diverso. Questi pinguini mi fanno paura, ma il loro lavoro mi piace. Il loro lavoro lo vivrei in maniera diversa, ma nessuno è abbastanza per giudicarli. Devo solo riuscirci, devo fare del mio meglio per raggiungere il loro livello di 007 e poi vivere la vita che voglio. E allora sollevato lascio l'MI6 e proseguo la mia camminata verso lo stadio. Non sarò mai un James Bond, preferisco essere Rambo.