sabato 29 marzo 2014

Lamberto Boranga

Chi lo ha detto che ad un certo punto si è troppo vecchi per essere degli sportivi? Quella di oggi è un a storia particolare. La storia di Lamberto Boranga. Di professione portiere. Esordì nel 1961 con il Perugia, oggi gioca nel Papiano. Ebbene sì, una carriera lunga 53 anni. Ma Boranga lo definirei particolare per altri motivi. Nella sua carriera da portiere infatti, non solo si è distinto per le sue prestazioni, ma anche per la sua intelligenza. Infatti Boranga è laureato. Anzi, è laureato due volte. Biologia e medicina, con tre specializzazioni in medicina interna, cardiologia e medicina dello sport. Insomma, non due cosine da niente. Dopo infatti aver giocato per il Perugia, la Fiorentina, la Reggiana, il Brescia, il Cesena, il Varese, il Parma e il Foligno, il pittoresco portiere cambia il suo ruolo, scegliendo anche un club da un nome un po' ambiguo. Nel 1992 diviene medico sociale di un club in provincia di Perugia. Il Bastardo. Pensate ora un po' a quello che accadde nello stesso anno. Una domenica qualunque di calcio, mentre i tifosi del Bastardo aspettano i propri beniamini in campo una brutta notizia arriva nello spogliatoio. Tutti i portieri sono indisponibili. E così il nostro medico sociale è costretto a sostituire i guanti in lattice con quelli di gomma. Boranga tra i pali.
Col suo fisico asciutto difende la porta con tuffi e interventi "di altri tempi". Un felino. Ma questo è nulla per il medico del Bastardo. Infatti nel 2008 a 66 anni conquista la medaglia d'oro ai mondiali over sessanta di...  Salto in lungo! E non basta, anche due medaglie d'oro in salto in lungo e in salto in alto ai campionati italiani Indoor Master ed un secondo posto ai 60 metri piani. Che dire, un uomo invincibile.
Ma soprattutto un uomo intelligente e impegnato. Nel 2005 denuncia il dilagare della cocaina nel calcio, preannunciando quelli che poi saranno i casi di Carrozzieri e del recentissimo Benitez del Granada.
Oggi Boranga non si ferma. Medico dello sport dell' USL n.2 di Perugia, non ha smesso di lottare tra i pali. Infatti milita nel Papiano, alla modesta età di 72 anni, con un contratto fino al 2015. Quasi 30 anni in più del mitico Ballotta, è l'esempio dello sportivo doc. Dedito, invincibile, indistruttibile. Non gira in Ferrari, ma corre lo stesso. Non ha un contratto milionario, ma vola lo stesso. Prende qualche calcio anche lui, ma non si ritira mai.
Tarantino ha girato il film "Bastardi senza gloria". Lui, l'ex medico del Bastardo, un po' di gloria la merita. Lui, il portiere che oggi possiamo considerare bomber.

giovedì 20 marzo 2014

Pi tia cercu lu suli

Scusate per la mancanza di accenti, ma la tastiera inglese ne e' priva. Ma cerchiamo di arrangiarci.
La sveglia suona puntuale alle 7 del mattino. Con ancora un grande moto di rincoglionimento dentro il corpo, riesco a prendere con fatica il telefono. Lo schermo presenta una scritta molto invitante: "Ritarda". Scritta troppo invitante per una persona totalmente rincoglionita dal sonno. Cosi' premo "Ritarda" e solo un'ora dopo realizzo che questa scritta sul mio telefono possedeva due significati. Sono le 8, sono in ritardo. Controllo il timetable per sperare in un miracolo che non arriva. Lezione di cinese alle 9. E allora ci si lancia fuori dalla camera per andare in cucina, dove di solito lascio la giacca. Trovo un mio coinquilino gia' sveglio, salvo poi scoprire che in realta' non era mai andato a dormire. "F***ing history exam!" e' stata la motivazione. Ma non ho tempo per perdermi in chiacchiere, devo correre. Cosi' alle 8 e 30 sono fuori, arrivando alla stazione della metro per le 8:35. Dovrei essere a lezione per le 9:10 partendo a quest ora. Mi aspettavo peggio. Arrivo e... La professoressa e' in ritardo. Succede anche a Londra, non vi preoccupate. Almeno sono riuscito a prendere 5 minuti di relax dopo il morning rush odierno. E cosi', tornando nel mio stato di sonnambulismo, aspetto la professoressa. Come al solito la classe di cinese e' sempre piena fino all'orlo. Infatti siamo solo tre persone! Bello fare cinese di prima mattina vero? E cosi' mentre la professoressa scrive dei caratteri sulla lavagna, ritengo opportune uscire dalla borsa gli occhia... Cazzo, gli occhiali! Ho dimenticato gli occhiali! Non avere gli occhiali a cinese e' come non avere il canestro giocando a basket. Cosi' la mia velocita' nello scrivere i caratteri diventa paragonabile a quella di Liverani palla al piede. Due ore dopo la lezione finisce, per fortuna. Arriva puntuale la chiamata di mio padre. "Oggi sono stato a Mondello, sai, la tipica giornata primaverile palermitana". Dopo qualche offesa e un po' di dettagli ulteriori sulla giornata palermitana, chiudo il telefono con il pensiero che devo rimediare facendo qualcosa. Mentre mi sposto da Regent Street (sede del campus di lingue orientali e studi umanistici) a Baker Street (sede del campus della scuola di business e architettura) trovo un piccolo bar, perfetto per attuare la mia vendetta. "Hello, may I have scrambled eggs in a toast please? Thank you.". Niente e' meglio in Inghilterra di una sana colazione all'inglese. A panza piena chiamo mio padre per comunicargli la vendetta, anche se, ovviamente, Mondello e le uova strapazzate non giocano nello stesso campionato. Entro al campus di Baker con un pensiero. Quando ero in Scozia, durante un'ora di buco, ho scritto un mini articolo direttamente dai computer della scuola. Si', la mia scuola aveva i computer. Ma non solo, li utilizzavano pure! Comunque, oggi ho deciso di fare la stessa cosa di due anni fa. Sono entrato con la carta magnetica, sono andato in aula computer e, dopo avere scritto qualche mail e controllato qualche voto, ho scritto questo articolo.
Non e' niente di special, una semplice giornata universitaria, ma spesso quello che per noi e' semplice, ordinario, puo' risultare estremamente diverso ad un terzo. Vivere a Londra sta diventando un'abitudine, una bellissima abitudine. Ma non voglio che lo diventi. Londra e' una fortuna, e' un sogno che ho realizzato con fatica e sudore. Pensavo fosse possibile sognare anche in Italia, ma con il passare del tempo, mi rendo conto che in Italia piu' che un sogno, si sta vivendo un incubo. E cosi' mi godo Londra, sperando un giorno di mettere le mie esperienze e la mia istruzione al servizio dell'Italia. Anche perche' forse, oggi, ho raggiunto l'apice della mia nostalgia. Perche' dopo tutto rimane sempre il paese piu' bello al mondo. Non il piu' pulito, non il piu' sano, non il piu' leale, non il piu' avanzato, non il piu' istruito, non il piu' ordinate, ma pur sempre il piu' bello. E quando un branco di londinesi ti circonda e la nostalgia colpisce, io attacco le cuffie e ascolto i miei Tinturia. E cosi', per descrivere questo momento particolare, mi viene da usare un pezzo di un loro brano: Pi tia cercu lu suli, pi tia ha manciatu sali.