martedì 27 maggio 2014
Giorgio Perinetti
Oggi vi parlo di uomo eccezionale. Lo dico senza peli sulla lingua e senza alcuna finzione, Giorgio Perinetti è una grandissima persona. Un uomo vero, e nel calcio, lasciatevelo dire, di uomini veri ne esistono veramente pochi. Gli uomini veri non parlano, dimostrano il loro carattere, il loro essere con i fatti. Ed è per questo che oggi vi voglio parlare dell'uomo Perinetti partendo da un fatto. Mi ricordo ancora la data di quel giorno, impossibile dimenticarlo. Litigai con mio padre a novembre. Ero pronto per partire e andare a Roma, per seguire un corso da osservatori. Lui non era d'accordo e mi impedì di partire, nonostante fosse tutto finanziato con i miei soldi. "Ho parlato con il mio amico Giorgio, dice che non vale niente, non buttare il tuo tempo". E' il 24 dicembre 2013, la vigilia di natale. Io sono in vacanza a Palermo, celebrando le vacanze natalizie con i miei genitori ed i miei amici. Mi sveglio alle 9 del mattino con una telefonata: "Giorgio mi ha detto che ti vuole vedere". Alle 11 della mattina della vigilia di natale, Giorgio Perinetti, direttore sportivo del Palermo, uno dei migliori presenti in Italia, vuole vedere me, un ragazzino di 18 anni. Arrivo allo stadio emozionato come pochi, pronto a giocarmi le mie carte. So' che vuole darmi consigli, so' di dovere spiegare una passione probabilmente inspiegabile. Eppure neanche l'ho incontrato e già penso alla sua bontà. Minchia, mi sta ricevendo alle 11 del mattino della vigilia di natale! Entro nel suo ufficio, la tensione è alle stelle. Eppure mi sento stranamente tranquillo. Non è infastidito, lo percepisco. D'altronde mi ha chiamato lui! Spiego ciò che voglio fare, le mie intenzioni future e come intendevo realizzarle. Lui spiega tutti i miei errori, enfatizza le mie possibilità, mi indirizza verso tutte le strade possibili. Da quelle basilari a quelle che io definisco "da sogno". E' perfettamente in grado di far sognare un ragazzino di 18 anni, anche se, usciti dalla sua bocca, quei sogni sembravano quasi realtà. E' finita, purtroppo è finita molto presto. Eppure non volevo che finisse così presto. Mi sono lasciato cullare con tanta fantasia dalle sue parole che avrei voluto ascoltarlo in eterno. Il calcio è un mondo di merda, questo è vero. Ma lui lo trasforma in qualcosa di meraviglioso, nel mondo rettangolare sognato da tutti i bambini. Quel prato verde, quelle strisce bianche, quelle porte, quella rete, quel pallone. Restituisce tutto al nostro calcio, restituisce tutto a quei sognatori ormai troppo cresciuti. Agli occhi di un ragazzino di 18 anni. E anche quando ho ricevuto le mie gigantesche batoste, anche dopo tutte le "pallonate" in faccia, io credo ancora nel calcio vero, fatto da uomini veri. Oggi, come molti di voi sanno, il Palermo ha scaricato Perinetti per lasciare il posto ad un soggetto "non poco conosciuto". Ma non voglio parlare del passato di questo nuovo dirigente e del perchè abbia passato gli ultimi due anni in Cina. Di questo, se vorranno, parleranno i giornali. Io oggi ho parole solo per Giorgio Perinetti, una persona che alimentato i sogni di un nessuno quale io sono. Che ha lasciato sotto l'albero di natale uno dei regali più belli. Che mi ha donato speranza e che mi ha fatto sempre più convincere che, anche quando tutto sembra perduto, c'è sempre qualcuno, qualche sognatore, su cui contare. Io non so se leggerà mai questo "articolo". Ma io voglio comunque indirizzarlo come una lettera, come un pensiero indirizzato al diretto interessato. Continui ad avere fede nel calcio, la stessa fede che mi ha trasmesso in pochi minuti. Continui a combattere, ad affrontare ogni sfida. Anche quella più impossibile e "sognata". Da lei ho imparato molto, e per questo non smetterò mai di dirlo. Grazie, Direttore.
Iscriviti a:
Post (Atom)