domenica 12 ottobre 2014

La piscia sul marciapiede

A volte questa citta' non mi sembra tanto diversa. Il verde di Londra mi ricorda tanto quello di Partanna. Si, lo so, non e' possibile paragonare il prato sterminato di Regent's Park al poco verde rimasto a Partanna. I poderosi raggi di sole che colpiscono quel miscuglio di erbaccia e cemento mafioso sembrano cercare speranza, vogliono dare nuova vita a quelle che i passanti considerano fili d'erba destinati a fare da cornice al degrado cittadino. Eppure io credo in quel sole, in quella malerba che popola la nostra citta'. Il sole batte forte a Palermo, a Londra arriva la pioggia. Il freddo. La sfida.
Quanto era bello fare parte della malerba. Me ne stavo tranquillo, in mezzo a tante erbacce. Nessuno che mi cercava, che mi considerava. Ci si confondeva, si perdeva il senso della diversita'. Ma d'altronde, puo' mai uno scienziato scendere a Palermo per distinguere i vari tipi di malerba presenti tra le crepe dei marciapiedi? Sarebbe assurdo, fantascientifico. Meglio pensare a qualche altro albero, magari piu' gradevole.
Maledetto quel giorno, anzi quei giorni. Quando il sole mi divento' nemico e il destino mi ha comandato il cambiamento. Vi giuro che non mi ricordo piu' come sia successo. Tra quei colpi bastardi dei raggi solari e la pisciazza dei bambini al bordo della strada, la pianta ha iniziato a nutrirsi, a crescere. Sono diventato ingombrante, e guai a chi cerca di crescere nel cemento palermitano.
Da quando ho iniziato la mia avventura in Scozia sono diventato ingombrante. Non capisco il motivo oltretutto, sono solo un'erbaccia, non pungo mica come un cactus! Poi ho iniziato a conoscere la mia pianta attraverso gli altri. A quanto pare ero una pianta vagabonda, capace addirittura di cambiare i confini geografici conosciuti al nostro mondo contemporaneo! Le voci su questa pianta erano veramente tante! Chi ha anticipato la mia venuta a Londra, chi mi ha immaginato in Irlanda a bere Guinness ogni giorno, chi negli USA, e poi finalmente c'e' chi quasi azzeccava. "Alessio sei stato a Edimburgo!? Minchia, la Danimarca e' bellissima!".
Insomma una pianta che viaggia, una pianta globetrotter. Un vagabondo insomma, uno che in Sicilia si ferma solo per far piacere ai parenti. Uno che "a Palermo non ce l'avrebbe mai fatta". Ma come, ma ve lo siete scordati che ero un'erbaccia anche io? Perche' mi dovete considerare, lasciatemi fare la pianta in pace. Vi prometto che mi tengo sul bordo della strada, non vi faccio inciampare!
E cosi' io, pianta, mi godo il "passio" di sgracchi, sigarette e cravatte, della gente che ha Palermo "ce l'ha fatta". Vedo i loro occhi, grandi, accusatori. Vedo le loro parole dette a mezza bocca, non permettendomi l'ascolto. Ma non ho bisogno di ascoltare, io le loro parole le vedo. Non ho bisogno di associare suono e significato, cio' che importa e' che produco rumore.
Non lo faccio per darmi delle arie, neanche per prendervi in giro, per sfidarvi. Lo faccio per mia volonta'. E per non darvi fastidio mi sono messo anche da parte, vi ho lasciato libero il passaggio di quel marciapiede di merda che voi stessi avete costruito e poi abbandonato a noi erbacce. Lo stesso dove la vostra piscia ha nutrito le mie radici, dove il mio sole mi ha guidato. Mi ha portato alla ricerca di nuove terre, nuove facce. Dove i prati sono tutti verdi, dove tutti sono piante, dove l'erbaccia non viene lasciata ai bordi della strada. Dove la malerba non cresce.
Ma ora basta, sono stanco della metafora. Perche' come e' vero che il degrado, l'incivilta', il mancato interesse alla cultura, la repulsione del diverso, la palermitanita', l'italianita', la piscia insomma, mi hanno donato il concime giusto per cercare del terreno fertile oltre tutto questo, e' anche vero che non siamo delle piante. Siamo uomini, abbiamo un cervello, una dignita', capacita' motorie, vita in grado di essere vissuta nel pieno delle nostre facolta'. Anche se piu' passa il tempo piu' mi viene difficile credere nelle persone, ed e' proprio per questo che Regent's Park e Partanna non sembrano poi cosi' lontani. Anche a Londra la gente puo' deluderti, come puo' succedere in tutto il mondo. Trovi chi predica dei valori che non riesce ad attuare. Trovi chi ti tratta con sbeffeggiamento e cattiveria perche' guidato dall'illusione di averti in pugno. Trovi gente dotata di grandi paroloni che farebbero rabbrividire il piu' grande dott. Critico, la meta' dei quali in realta' sono solo delle capre che credono di raggiungere l'intelligenza attraverso lo slogan "io non seguo la massa, quindi sono meglio di te". Trovi gente con cui hai tanto in comune, o almeno cosi' dicono. Poi pero' dopo un po' di tempo ti ritrovi a pensare a quante cose in comune ci sono, giusto per poi esprimere un successive pensiero a questa comunanza : "Minchia, speriamo che non sia vero!".
La merda la si puo' pestare ovunque, il senso e' questo. Quindi che si fa, l'uomo si dovrebbe isolare perche' non compatibile con molti dei suoi simili? No, per carita', l'uomo e' un animale sociale. Sopravvive grazie alla collettivita', alla societa'. Ecco cosa distingue Palermo e Londra. I corrotti, I malpensanti, I truffatori, I prepotenti sono modelli da seguire a Palermo, in Italia. Sono il "nostro" sogno, il nostro punto d'arrivo. In Italia se chiedi ad un bambino "cosa vuoi fare da grande?", lui non rispondera' piu' di volere diventare calciatore. No. Lui vuole essere ricco e potente. Lui vuole essere come chi in Italia comanda. Come i modelli che la televisione gli propone ogni giorno, come chi ci governa, come chi in Italia e' potente.
A Londra il sistema e' diverso, non dico che quelli "ricchi e potenti" non governino, non siano truffatori e banditi, pero' non sono presi come modelli. Non invadono i telegiornali e le televisioni. Talvolta neanche le controllano. Non cercano di plasmare una societa' depravata, non barattano i valori di tanti per qualche mazzetta, non vendono il future di altra gente per interessi personali.
Ma per quanto sia incazzato con Palermo e con Londra io rimango ottimista. Ho solo un messaggio da mandare ai palermitani. Pisciate tutti in strada. Fiumi, laghi di piscia. Gettate l'immondizia per strada. Uccidete la brava gente e non. Danneggiate gli autobus, picchiatevi davanti i portoni delle vostre case, fate girare la cocaine, sputate per strada, urlate , tagliate la strada con il motorino, guidate la notte ubriachi per rompere le corna agli altri. Vi prego di farlo. Perche' un giorno l'acqua si alzera' troppo. E' quando vi accorgerete che il contenitore e' pieno, non sara' una goccia a traboccare dal vaso, sara' un fiume in piena. E noi Palermitani, chi e' erbaccia, chi e' andato via, chi ogni giorno spera in un cambiamento che non e' mai arrivato, saremo l'acqua di questo fiume. Inarrestabile. Io sono ottimista. Scemo, forse illuso, ma ottimista.


Un giorno la malerba fiorira'.