"Oh Sicily, mafia! Be careful!"
Come biasimarli, la Cina si espande, diventa sempre più "americana". Giustamente come collegare la Sicilia a qualcosa che non sia la mafia. Qualcosa che Hollywood ha appioppato al temuto e rispettato Don Vito Corleone. E così la domanda più frequente qui a Xi'an è "Ma la Sicilia è dove è nato Don Vito?". Sì, un po' come Sherlock Holmes che abita a Baker Street. Ma non li biasimo, non posso. Quanti stereotipi avevo io riguardo la Cina e i cinesi. I cani passeggiano liberamente per strada, per le strade si respira bene e addirittura alcuni parchi non hanno niente da invidiare a Central Park. Eppure preferivo che non lo sapessero. Vorrei non essere associato a quella merda chiamata mafia. Oppure vorrei tanto che lo sapessero, vorrei tanto che conoscessero tutta la storia e con sguardo solenne mi guardassero. Emozionati e fieri aprono la bocca e dicono: dove è nato Giovanni Falcone? Paolo Borsellino?
Certo che sono un sognatore. Ma cosa è un sognatore poi? Esattamente 18 anni fa vivevo a Cardillo (un piccolo quartiere nella periferia di Palermo). Esattamente 18 anni fa non pensavo che il mondo fosse così piccolo, non pensavo di potere percorrere distanze così grandi. Per 18 anni ho continuato a sognare, ogni giorno sempre di più, ogni giorno sempre più forte. Oggi continuo a sognare, alle pendici dei monti tibetani orientali. Cardillo è distante migliaia di km. Minchia, forse stavolta ho sognato troppo.
Non è vero, non si sogna mai troppo. Ho viaggiato tanto, ho visto tanti posti, tante persone, tante culture. Eppure ancora non ho trovato un paradiso che possa competere con la mia Palermo. Anzi, con la nostra Palermo. Pensate che sia l'unico? No cari, non sono l'unico! Guardate Gaetano, lui come me studia a Londra, lui come me odia la mafia, odia il cancro della nostra terra. Abbiamo un pensiero comune espresso in modi diversi, lui è molto più rabbioso ed emotivo riguardo questo argomento, io più leggero e scherzoso. Lui la mafia la distrugge, io la ridicolizzo. Entrambi la detestiamo. Lui mio compagno di classe così come Andrea, che oggi studia giurisprudenza nella nostra Palermo, che oggi combatte con l'informazione attraverso la sua invenzione "Casa Nostra 14". Informazione, che bella parola. E' il metodo più difficile ma anche più efficace. A volte per informare bisogna vivere, toccare con mano, sviscerare l'argomento. A volte le parole non bastano, non sono sufficienti. L'ho scoperto con la Cina e penso lo continuerò a scoprire con il corso degli anni. Ma le parole sono il trampolino di lancio, sono l'inizio. Le parole ci fanno comunicare, ci dicono che la Cina esiste e che vale la pena vederla. Ci dicono che la Sicilia è stupenda. Le iris, le arancine, il mare, il pane e panelle, il sole, la storia, le culture, la mafia. Esiste anche la mafia sì, non lo neghiamo. Ma le nostre parole dicono che la mafia è ed è stata combattuta. Le nostre parole dicono che esiste l'antimafia. E non pensate che l'antimafia sia una specie di squadra speciale di uomini fuori dal normale. Loro erano e sono come tutti noi. Con i loro vizi, i loro difetti, le loro paranoie. Esattamente come noi. Anzi, l'antimafia siamo noi! Noi che gridiamo fieri a tutto il mondo che questa non è cosa nostra, QUESTA E' CASA NOSTRA!
Certo che sono un sognatore. Ma cosa è un sognatore poi? Esattamente 18 anni fa vivevo a Cardillo (un piccolo quartiere nella periferia di Palermo). Esattamente 18 anni fa non pensavo che il mondo fosse così piccolo, non pensavo di potere percorrere distanze così grandi. Per 18 anni ho continuato a sognare, ogni giorno sempre di più, ogni giorno sempre più forte. Oggi continuo a sognare, alle pendici dei monti tibetani orientali. Cardillo è distante migliaia di km. Minchia, forse stavolta ho sognato troppo.
Non è vero, non si sogna mai troppo. Ho viaggiato tanto, ho visto tanti posti, tante persone, tante culture. Eppure ancora non ho trovato un paradiso che possa competere con la mia Palermo. Anzi, con la nostra Palermo. Pensate che sia l'unico? No cari, non sono l'unico! Guardate Gaetano, lui come me studia a Londra, lui come me odia la mafia, odia il cancro della nostra terra. Abbiamo un pensiero comune espresso in modi diversi, lui è molto più rabbioso ed emotivo riguardo questo argomento, io più leggero e scherzoso. Lui la mafia la distrugge, io la ridicolizzo. Entrambi la detestiamo. Lui mio compagno di classe così come Andrea, che oggi studia giurisprudenza nella nostra Palermo, che oggi combatte con l'informazione attraverso la sua invenzione "Casa Nostra 14". Informazione, che bella parola. E' il metodo più difficile ma anche più efficace. A volte per informare bisogna vivere, toccare con mano, sviscerare l'argomento. A volte le parole non bastano, non sono sufficienti. L'ho scoperto con la Cina e penso lo continuerò a scoprire con il corso degli anni. Ma le parole sono il trampolino di lancio, sono l'inizio. Le parole ci fanno comunicare, ci dicono che la Cina esiste e che vale la pena vederla. Ci dicono che la Sicilia è stupenda. Le iris, le arancine, il mare, il pane e panelle, il sole, la storia, le culture, la mafia. Esiste anche la mafia sì, non lo neghiamo. Ma le nostre parole dicono che la mafia è ed è stata combattuta. Le nostre parole dicono che esiste l'antimafia. E non pensate che l'antimafia sia una specie di squadra speciale di uomini fuori dal normale. Loro erano e sono come tutti noi. Con i loro vizi, i loro difetti, le loro paranoie. Esattamente come noi. Anzi, l'antimafia siamo noi! Noi che gridiamo fieri a tutto il mondo che questa non è cosa nostra, QUESTA E' CASA NOSTRA!