lunedì 31 ottobre 2011

Free period

Questo post arriva direttamente dalla St.Davids High School. Ho due free period di fila alla prima ora di lunedi'! I free period sono l'equivalente delle ore di buco italiane, ovvero quando lo studio si ferma e si sta per un ora intera in uno stato che sta a meta' tra il relax e il cazzeggio.
Soltanto che qua i free period sono piu' brutti di quelli italiani. Di solito quello italiano arriva a sorpresa. < Ragazzi, manca il prof X, abbiamo ora di buco!> E allora si passano i primi 5 minuti ad esultare! C'e' chi magari sarebbe stato interrogato con un evitabile figuraccia (e vede cosi' un miracolo che si realizza) che esulta come se avesse visto il gol di Miccoli su punizione contro il catania per la prima volta. Si', questa e' un'esperienza personale.
Qua invece non e' a sorpresa. Qua i free period sono programmati, e quindi la bellezza dell'effetto a sorpresa scompare. Ma comunque non c'e' da lamentarsi, e' comunque un free period! Per ora sto ad esempio ascoltando le produzioni techno-electro di un mio amico che e' qua seduto accanto a me. Devo dire che, nonostante non sia proprio il mio genere, fa della bella musica. (http://soundcloud.com/orlando-tosi) Vi consiglio di ascoltarne qualcuna.
 Ritornando a noi, io, come potete notare, sto scrivendo. Non avrei mai pensato di scrivere cosi' tanto in vita mia, e soprattutto con cosi' tanta continuita'. Non ci avrei scommesso neanche una lira (anche se, onestamente, sto scrivendo durante questo free period perche' non abbiamo accesso a facebook e youtube!). Eppure sono qua, appassionato a scrivere, a raccontarvi di me e di come la mia esperienza possa aiutarvi in futuro. E perche' no, anche a farvi scappare qualche sorriso!

venerdì 28 ottobre 2011

Tra kilt e cornamuse

Mi rendo conto di essere andato abbastanza fuori tema negli ultimi post, parlando di cose di cui non sono completamente esperto e aggiungendo a ciò una buona parte di cazzeggio. Ma adesso torniamo a noi. Io direi di ripartire dalla fine del post "Tinturia e.. si parte!". Sono sceso dall'aereo, ho preso le valigie e attraverso la porta che separa il ritiro bagaglin dalla sala d'attesa degli arrivi. Non ho mai visto Nancy, la mia host mother, e nemmeno Troels. Non sapevo come riconoscerli. Ero leggermente spaesato, anche perchè in realtà aspettavo che qualcuno si facesse avanti per chiedermi <Sei tu Alessio?>. Poi ad un certo punto si avvicina un signora anziana e pronuncia la fatidica domanda. <Si, sono io!> rispondo io felice. A quel punto lei confessa di non avermi riconosciuto per il mio taglio di capelli. In effetti aveva ragione. Prima di partire avevo i capelli molto lunghi e molto ondulati. Qualche giorno prima di partire ho deciso di tagliarli, un po' perchè erano diventati troppo lunghi e un po' perchè volevo ricominciare da capo. Vita nuova, nuovo taglio. Lo so, non ha molto senso.
 Comunque dopo aver parlato con Nancy inizio subito a parlare con Troels e dopo aver percorso tutto il parcheggio dell'aereoporto, entriamo in macchina. Quel viaggio in macchina mi ha dato l'opportunità di dare la mia prima occhiata dallo spioncino della porta scozzese. La prima cosa che ho notato è stato il paesaggio. Grandi prati verdi, colline, boschetti, tutti vicini alle piccole cittadine che man mano attraversavamo per arrivare a destinazione. Poi ho iniziato a notare tante altre piccole cose. Un esempio, le rotatorie. A Palermo ne abbiamo pochissime (forse si contano sulle dita di una mano) ma qua in Scozia trovi una rotatoria ogni 500 metri! Una cosa veramente incredibile.
 Ma mentre noi stavamo qua a discutere delle rotatorie, siamo arrivati. Mi slaccio la cintura ( si, ho ritenuto opportuno mettermi la cintura, d'altronde devo abituarmi alle usanze locali) prendo le valigie ed entro in casa. Una casetta piccola, ma allo stesso tempo molto accogliente. Cucina e salotto al piano terra, camere da letto e bagno al primo piano. C'è da ammettere però che le nostre case sono più belle delle loro. Più che altro perchè da noi ogni casa ha qualcosa che la rende diversa dalle altre, che la rende unica. Qua le case sono come camere d'albergo. Puoi cambiare qualche quadro, il colore delle tende o la disposizione dei letti ma rimarrà sempre uguale a tutte le altre.
 Sistemo la mia camera e penso < Ma sarà bello stare qua?>. Non riesco a valutare le mie prime impressioni. Forse è troppo presto o forse è già troppo tardi. Non lo so, anche perchè più che altro non mi importa. Ho sempre lasciato che tutto si risolvesse o trovasse una soluzione con il tempo e, per la maggior parte delle volte ho avuto ragione. Sono troppo stanco per tutto, torno da un lungo viaggio in aereo. Sono le 10 e 30, ho appena finito di disfare le valigie. Scendo giù, mi guardo un po' di televisione con il resto della famiglia e dopo un po' do la buona notte a tutti. La prima notte in Scozia, quella che precede tante ma tante altre notti. Come sarà stata? Cosa ho pensato? Cosa mi passava per la testa? La risposta è facile. Niente, ho dormito fino alle 11 del mattino. E il giorno dopo ho trovato un sms sul telefono con su scritto "Mi raccomando, fatti strada tra kilt e cornamuse, buona fortuna"

Videoconferenza!

Ragazzi qua c'è il casino più assurdo! Mi trovo nel bel mezzo del di una videochiamata su skype. Non una comune, una di quelle bestiali. Siamo ben 6 persone! Tutti palermitani. Alcuni sballottati in varie parti del mondo, ma tutti qua! Tanti amici uniti in uno schermo. Che cosa bella! Sta succedendo di tutto! C'è chi canta, chi suona la chitarra, chi mangia bene, chi mangia male (io). Abbiamo molto da raccontarci, alcuni di noi non si vedono da un po'. Ma tutto è condito dal nostro casino! Si ride, si scherza.. Come se fossimo a Palermo. E nonostante la stanchezza dovuta alla febbre e alla settimana appena finita, questa videoconferenza mi sta rendendo felice.

giovedì 27 ottobre 2011

Per Andrea

Te lo avevo promesso, ma non sapevo dove farlo entrare! Comunque propongo qua una delle mie più grandi perle di saggezza.. Anzi, a sorpresa, ne propongo due

L'AMICIZIA E' COME LA COTOLETTA CON LE PATATINE FRITTE

IO PERSONALMENTE DA QUESTO LIBRO MI DISSOCIO

se te ne vengono in mente altre sei pregato di aggiornarmi!

Poco da perdere, tanto da guadagnare

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/10/27/news/chi_sciopera_non_andr_in_gita_la_linea_dura_del_preside-sceriffo-23937840/ prima di leggere questo post date un'occhiata a questo articolo.

Ora lasciatemi spiegare il mio punto di vista. Io sono totalmente d'accordo con queste manifestazioni, con gli scioperi, con tutti questi mezzi che servono a fare valere le nostre opinioni ed a reclamare i nostri diritti. Si manifesta, si sciopera, per portare avanti un ideale! E un ideale va portato avanti senza alcun timore delle conseguenze. Anzi, un ideale come quello che stiamo portando avanti noi ragazzi dovrebbe migliorare la situazione generale. Alla fine noi ragazzi, saltandoci qualche giorno di scuola, abbiamo poco da perdere. Pensate ai lavoratori, di ogni genere. Ogni volta che partecipano ad uno sciopero durante le loro ore di lavoro perdono un guadagno. E magari guadagnano già molto poco.
Ragazzi fatevi sentire, urlate in piazza contro questo sistema italiano che sta sempre più andando a rotoli. Continuate a urlare, perchè le vostre urla arrivano fino a qua, in Scozia. Non vi preoccupate delle minacce. E' molto meglio lottare per un futuro migliore che restarsene ammutoliti sotto minaccia di sospensione. Ribelliamoci, facciamo vedere chi siamo! Lottiamo con le nostre teste e non con i nostri corpi, come hanno fatto i Black Block a Roma, che da completi deficienti sono riusciti ad oscurare una manifestazione di proporzioni indescrivibili. Anche se credo proprio che questi non siano stati mossi dall'ignoranza, ma bensì da ideali opposti. Ma soprattutto non facciamoci male tra di noi, non creiamoci disagio a vicenda. Dobbiamo essere uniti. Uniti contro loro, quelli che rendono l'Italia una nazione povera e derisa. Riprendiamoci la nostra Italia, quella che tutto il mondo ci invidia e ci ha sempre invidiato.

mercoledì 26 ottobre 2011

La famosa Italia!

Come si può non parlare dell'Italia!? Ce la invidiano tutti. Proprio tutti. Abbiamo la pizza, la pasta, la storia, il sole, il mare. L'Italia è parte di ogni nazione ormai! Persino a Loanhead, Bonnyrigg, Penicuik, Inverness c'è dell'Italia. Ovunque ti giri, troverai qualcosa di Italiano. Pizzeria, ristorante, moda.. Ripeto ancora una volta, di tutto! Appena chiedi a qualche straniero < Cosa sai dell'Italia?> state pur certi che quello vi risponderà    
< Berlusconi!>.
No.. Perchè lui? Perchè tra tutto il patrimonio culturale italiano salta alla mente soltanto lui? Eppure hai la risposta davanti agli occhi. Dimmi la pizza. Chiedimi qualcosa sulla pasta, sono disposto pure a cucinarti un piatto di spaghetti, ma non rispondermi <Berlusconi>. Come ha fatto un uomo alto poco più di un metro e cinquanta (non ho considerato le scarpe nel calcolo) ad oscurare una cultura iniziata miglialia di anni fa e mai finita. Ma non parliamo di lui! Parlare di lui non lo metterà nè in carcere, nè gli farà capire quanto sia dannoso. Tanti parlano di lui, mettono alla luce verità ormai risapute e lui molto probabilmente, di fronte a queste critiche, penserà: < Sono solo invidiosi che un uomo come me alla mia età abbia una vita sessuale così attiva!>. Su questo hai ragione! Ti battono in pochi.
Ma torniamo a parlare dell'Italia, lo stivale d'Europa! E' vero, siamo in crisi, ma è anche vero che non lo siamo. Perchè non lo siamo? Bhè perchè mi meraviglio sempre di più degli italiani all'estero! La vera Italia è nascosta. Gli italiani veri sono tutti in un altro stato! Fate uscire l'italiano dal suo habitat. Mandatelo all'estero. Dove gli è possibile lavorare. Dove viene aiutato, non buttato giù. Là cambierà tutto. Quell'italiano che non veniva molto considerato si dimostrerà un vero asso nella manica. E l'Italia deve avere delle maniche veramente larghe per contenere questi assi, chissà perchè non riesce a giocarne neanche uno... Gli italiani non sono in crisi, l'Italia è in crisi. In Italia deve cambiare tutto, questa Italia non mi sta bene. Vivevamo nel posto più bello del mondo, ora siamo solo bravi a fare i comici.

martedì 25 ottobre 2011

Caduto in battaglia

Oggi non parlo di Scozia. Non parlo di Palermo, della Sicilia, dell'Italia. Oggi parlo di un ragazzo di soli 24 anni, Marco Simoncelli, Supersic. Sì, perchè è immensamente triste che un ragazzo come lui se ne sia andato così presto. Sepang, 10:56 italiane, Marco Simoncelli è morto. Il Sic sbaglia una curva, perde il controllo della moto ma rimane attaccato a questa. Sbatte. La collisione con Edwards e Rossi è fatale. Proprio Valentino Rossi, il suo fratellone, sciaguratamente coinvolto nell'accaduto. Marco perde il casco, è senza sensi ed ha un vistoso segno sul collo. Non ce la fa.
Marco Simoncelli, che persona straordinaria! Una persona umile, mai montato dal successo che ha raggiunto in così poco tempo. Non tutti ci riescono e questo è sicuramente da apprezzare. Lui che con il casco è nato, sempre riconoscibile per quella sua chioma gigantesca. Un ragazzo felice e simpatico. Un ragazzo così spontaneo da dire sempre tutto ciò che pensava e alla sua maniera. < Cosa vedi come prima cosa in una ragazza?> < Il culo> rispondeva lui, con quel sorriso che rispecchiava tutto il suo essere. La sua felicità, la sua spontaneità, la sua grinta, la sua simpatia... Tutte doti di cui noi tutti purtroppo dovremo fare a meno.
Il Sic è un caduto in battaglia. Inspiegabile come sia rimasto attaccato alla sua moto. Un grande errore. Però volendo si può interpretare in un altro modo. Pensate a lui, in sella alla propria moto, in sella alla propria passione, alla propria vita. Fa il primo giro, tutto sta andando bene. Poi improvvisamente perde il controllo, sa che finirà a terra. Eppure lui è là. Le mani sono sul manubrio, sembrano incollate. Non vuole cadere, vuole restare in piedi e finire la gara. Non vuole perdere. Vuole rischiare, rischiare grosso. Sic, se è come penso io hai avuto la morte più gloriosa che potessi avere. Se sei morto per restare in sella alla tua vita, questo ti fa onore. Sic, sei un caduto in battaglia. Tu hai dimostrato che bisogna inseguire le proprie passioni a tutti i costi, anche se queste vanno a 300km\h. Addio Sic, e ,se in questo momento stai sfrecciando da qualche parte nell'aldilà, mi raccomando, stracciali tutti.

giovedì 20 ottobre 2011

Che poi se ne vanno tutti..


Questa canzone di Caparezza (uno dei più grandi artisti italiani degli ultimi tempi, a mio avviso) è dedicata a noi italiani all'estero. A quelli che sono costretti ad andarsene via dall'Italia per dimostrare il loro vero valore. Perchè in Italia non potrebbero mai avere quello che realmente meritano. Prendiamo d'esempio una recente scoperta del Cern. Alcuni neutrini sono in grado di viaggiare più velocemente della luce.
Bene, una vittoria per il mondo e anche per l'Italia, perchè anche degli scienziati italiani sono stati artefici di questa scoperta eccezzionale. Ora a seguito metto un comunicato stampa che molti di voi riconosceranno:

Dichiarazione del ministro Mariastella Gelmini
“La scoperta del Cern di Ginevra e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è un avvenimento scientifico di fondamentale importanza.”

Rivolgo il mio plauso e le mie più sentite congratulazioni agli autori di un esperimento storico. Sono profondamente grata a tutti i ricercatori italiani che hanno contribuito a questo evento che cambierà il volto della fisica moderna.
Il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo.
Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro.
Inoltre, oggi l’Italia sostiene il Cern con assoluta convinzione, con un contributo di oltre 80 milioni di euro l’anno e gli eventi che stiamo vivendo ci confermano che si tratta di una scelta giusta e lungimirante”.

Ora si nota la grande contraddizione italiana. Perchè una che crede che i neutrini abbiano bisogno di viaggiare lungo un tunnel è ministro dell'istruzione ( e sottolineo MINISTRO DELL'ISTRUZIONE!) in Italia, mentre dei ragazzi italiani, sicuramente molto più talentuosi e intelligenti di quest'ultima, devono trovare il successo fuori dall'Italia. Perchè anche loro hanno ammesso che se era per l'Italia a quest'ora sarebbero precari a cui nessuno avrebbe dato conto. Come questa sia ministro dell'istruzione rimarrà sempre un mistero. Oddio, un mistero no. Più o meno abbiamo tutti un'idea di come lo sia diventata, ma non mi va di parlare di politica "moderna", anche perchè non sono molto ferrato sull'argomento e sinceramente non mi interessa molto.
Io sono del parere che in Italia sono rimasti pochi mestieri. Il tronista, la velina.. Questi sono i mestieri Italiani. Ora, io non ho niente contro il tronista e la velina, è comunque un qualcosa che uno fa perchè piace o perchè è un sogno nel cassetto. Qualunque sogno, per quanto stupido possa sembrare ed essere, non è mai stupido. Non c'è niente di più meritevole di combattere per i propri sogni e bisogna fare onore a chi da il massimo per fare in modo che questi si realizzano. Ora, il problema non è che in Italia ci sono i tronisti, il problema è quando questi perdono il controllo, quando da tronisti diventano qualcosa di più importante. Fanno la scalata sociale fino a diventare delle icone. Tanto per spiegarmi meglio: Emanuele Filiberto di Savoia. Com'è che questo ( che un giorno potrebbe essere stato il re d'Italia) è finito a Sanremo? E com'è che ancora prima a partecipato a ballando con le stelle? E com'è che è diventato anche un conduttore televisivo?
Pensiamoci bene, che razza di immagine diamo al resto del mondo? Ma soprattutto, che immagine diamo a noi italiani stessi? A noi italiani veri, che vogliamo un Italia come si deve, con tutto al proprio posto! Un'Italia dove non c'è chi investe 45 milioni di euro in un tunnel immaginario. Dove i nobili che hanno rappresentato l'Italia non cantano a Sanremo. Dove il presidente del consiglio.. Vabbè lasciamo stare, che con i tempi che corrono rischio di essere censurato. Ci credo che poi se ne vanno tutti.

mercoledì 19 ottobre 2011

World Wide Web

6 miliardi di persone è lo score attuale del nostro pianeta. Siamo veramente tanti. Quindi per facilitare il tutto la gente si fa riconoscere per il proprio paese di provenienza. Nel mondo esistono poco più di 200 paesi. E' vero, questa esperienza parla di due paesi: L'Italia, il paese di partenza e la Scozia, paese d'arrivo. Ma in realtà non parla soltanto di questi due paesi.
Io divido la camera con Troels che viene dalla Danimarca. E' un ragazzo simpatico, con molti interessi. Lo vedo sempre indaffarato! E' bravissimo a suonare la chitarra e sta cercando di insegnare a suonarla anche a me, anche se sappiamo entrambi che è molto dura. Fino ad ora so suonare soltanto un sol, anche se a dirla tutta non lo faccio neanche tanto bene. Oltre questo è anche molto bravo a disegnare. Sta lavorando da un po' di tempo su una cartina della Scozia stilizzata e devo dire che gli sta riuscendo molto bene. E' un appassionato di hiking, non c'è una domenica in cui lui non vada a fare una delle sue passeggiate. Grazie a me ha imparato due canzoni, Mani all'aria dei Tinturia e Certe Notti di Ligabue (che sa suonare anche con la chitarra). E' un buon amico e credo non mi potesse capitare miglior "fratello".
Nel mio stesso "quartiere" abita una mia cara amica palermitana che ha deciso di fare la mia stessa esperienza (ma non mi va di parlare degli italiani, quelli li avete a disposizione ogni giorno) , e con lei abita una ragazza tedesca, Anne. Lei è una ragazza particolare. E' molto chiusa e di certo non è una cima, ma è comunque una ragazza molto simpatica. Proprio per il fatto che è una ragazza molto chiusa non so molto di lei. nonostante stia sempre con noi quando siamo a scuola o quando andiamo fuori di sera.
Sempre vicino a noi abita un'altra ragazza tedesca, Camilla. Lei è proprio insopportabile! Avete presente quelle persone che si lamentano di tutto e di tutti? Non le sta mai bene niente e nessuno e guarda tutti come se lei fosse su un piano superiore rispetto agli altri. Non capisco come una persona del genere possa fare un'esperienza che richiede una così grande apertura mentale. Boh
A scuola con me c'è una ragazza Messicana chiamata Aranza. E' una persona molto solare e simpatica, che ama molto stare con le sue amiche e divertirsi. Anche se nutre qualche rancore verso gli italiani. E' secondo me così tanto influenzata da quello che viene raccontato in giro sugli italiani da non riuscire a capire come noi siamo veramente.
Da una parte all'altra della sala mensa sento sempre un sonoro <compàà> rivolto a me. Lui è Fabian, mio compare che viene da Hannover. Vi giuro che questo ragazzo è completamente matto! E' un appassionato di break dance (o qualcosa del genere) e fa tutto con un iperattività anormale!
Poi c'è un altro ragazzo, che è partito con la mia stessa associazione, che si chiama Adam e viene dalla Slovacchia. E' un ragazzo strano, a volte è un po' ossessivo e nevrotico, ma si riconosce subito che è una bravissima persona, su cui chiunque potrebbe fare affidamento.
Nel corso di questa mia avventura ho incontrato tanti ragazzi di tutto il mondo. America, Australia, Austria, Norvegia, Danimarca, Germania, Messico, Inghilterra, Scozia, Irlanda, Portogallo, Spagna, Slovacchia, Belgio e fortunatamente anche tanta Italia.
Dove voglio arrivare? Voglio solamente dire che il mondo è diventato veramente piccolo. Oggi con internet posso parlare con i miei amici a Palermo, ma allo stesso tempo con quelli che come me hanno deciso di fare un anno all'estero e ora si trovano in Cina o in Argentina. Non dobbiamo abituarci a vivere in una sola nazione, ma nel mondo. E' fondamentale conoscere il mondo per vivere meglio. Dobbiamo adattarci a questo mondo. Basta qualche ora per andare da un paese all'altro, circa un giorno per i paesi più lontani. Con un solo click posso sapere ciò che sta accadendo nel mondo intero. Pensate ai mondiali di calcio, alle olimpiadi. Paesi provenienti da tutto il mondo si ritrovano in un solo posto. Un centinaio di anni fa non sarebbe mai stato possibile. Ormai non esistono più italiani, scozzesi, danesi, ecc.. Ormai siamo tutti cittadini del mondo.

martedì 18 ottobre 2011

Tinturia e... Si parte!

Ma passiamo a qualcosa di più pratico. Come sarà stato il giorno della partenza? Il giorno in cui ho lasciato Palermo per cominciare questa nuova avventura? Emozionato? Spaventato?
Direi di iniziare dalla sera prima della partenza. Vado a cena fuori con mia madre e mio padre e mio cugino, che per me è come il fratello che non ho mai avuto. Assaporo per l'ultima volta il sapore delle cozze (oggi trovate confezionate in un supermercato scozzese) e passiamo la serata a parlare di tutto, ma soprattutto del passato. E certo, quando c'è un cambio così drastico nel futuro prossimo, si finisce sempre a parlare del passato. Di come i miei hanno fatto strada nel mondo del lavoro, di come si sono conosciuti.. Insomma, come si è arrivati a questo giorno. Torniamo a casa e dopo aver salutato mio padre vado a letto, dato che l'aereo sarebbe partito molto presto la mattina. Ora tutti penseranno: Come si fa a dormire in notti come queste? Come si fa a dormire con così tanti pensieri nella testa?
Sinceramente non so rispondere, so solo che le mio otto ore di sonno sono riuscito a farmele senza problema. E quindi la mattina mi aspetta una sveglia particolare. Infatti a svegliarmi non è stato il suono della sveglia, ma l'alito paradisiaco del mio cane, che, evidentemente, non vedeva l'ora di salutarmi prima di partire. Devo dire che nonostante tutto è stata un ottima sveglia!
E allora si montano le valigie in macchina e si parte! Non ero affatto pensieroso durante il tragitto. Chiacchieravo tranquillamente, come se stessimo andando a fare una gita. Che i miei invece erano emozionati lo si poteva vedere da un chilometro! Arriviamo all'aereoporto, check-in e bar, poi dritti al piano superiore per fare i controlli. Li abbraccio, mi mancheranno molto. Veramente tanto. Però penso che questo sia comunque il giusto andare delle cose, il giusto ciclo vitale. Mia madre prima di dire mi disse che la relazione genitori e figli e come quella tra un arco e una freccia. L'arco prima si prende cura della freccia per poi scagliarla al momento giusto. Più l'arco sarà bravo a fare il suo lavoro, più la freccia andrà lontano.
Passo i controlli di sicurezza dell'aereoporto Falcone-Borsellino, e mi giro per vedere se i miei genitori sono ancora là. Ci sono. Li saluto con la mano e vado all'imbarco. Da questo momento sono solo. Devo aspettare una ventina di minuti prima dell'imbarco, quindi mi siedo di fronte il tunnel dell'imbarco e mi metto le cuffiette. Devo scegliere qualcosa da sentire e dopo un po' di indecisione scelgo di sentirmi i Tinturia, del mio amico Lello. Ho sempre apprezzato i loro pezzi, mi sono sempre piaciuti tantissimo. Ma ora sento di apprezzarli ancora di più, perchè quando, aspettando l'aereo, ascoltavo 92100 ho pensato < con questa musica nelle orecchie sarà come se non avessi mai lasciato la Sicilia>. E così è stato fino ad ora. Anche in questo momento, mentre sto scrivendo, sto ascoltando una loro canzone (Capita). E' incredibile come a volte bastano due cuffiette per sentirti a casa.
Comunque, tornando al racconto, è il momento  dell'imbarco. Salgo sull'aereo e mi siedo al mio posto. Tutti prima di partire mi dicevano che una volta salito sull'aereo mi sarebbero saliti in mente miglialia di pensieri, ma io non mi sono smentito. Il tragitto prevedeva, per arrivare ad Edinburgo, un volo da Palermo a Francoforte di circa due ore, dove poi avrei preso la coincidenza. Ho dormito dall'inizio alla fine del volo. I pensieri non hanno neanche avuto il momento di bussare alla porta del mio cervello che io già avevo spento la luce.
Arrivo a Francoforte. L'aereoporto è molto bello. Devo avvisare almeno una decina di persone del fatto che sono arrivato sano e salvo. Dopo la processione dei messaggi mi assale una fame tremenda e quindi decido di andare al McDonald's. Qua incontro forse l'unica cassiera che, in un aereoporto internazionale, non sa spiccicare mezza parola di inglese. Quindi mi devo arrangiare. <Ein McChicken, danke> (premetto che in tedesco so dire soltanto i numeri da uno a tre, grazie, scarpa e giardino. Non chiedetemi perchè, non ve lo saprei spiegare). Fortunatamente mi capisce, e quindi riesco a mangiare. Davanti a me sono seduti una mamma e un figlio, molto probabilmente francesi. Improvvisamente viene la mia prima riflessione della giornata. Quella madre con quel figlio hanno rievocato in me il ricordo di quando con mia madre giravo l'Europa. Quanti posti belli che mi hanno fatto vedere i miei genitori! Forse è anche per questo che oggi ho questa gigantesca voglia di scoprire il mondo. Finisco il mio pranzo e torno al gate. Si riparte con i Tinturia, che hanno contribuito alla nascita della seconda riflessione della giornata. La Sicilia. Improvvisamente mi accorgo della bellezza della terra in cui vivo. Non che prima non me ne sia mai accorto, anzi! Non ho mai fatto altro che inneggiare la Sicilia e la mia sicilianità! Però quel giorno, accorgendo di quello che stavo facendo e a cosa stavo andando incontro ho pensato che posso andare dappertutto, anche sulla luna. Non troverò mai niente che si avvicini neanche minimamente alla Sicilia, perchè la Sicilia è unica.
In aereo cerco di distrarmi, pranzo un'altra volta. Evidentemente i pensieri alla fine sono riusciti a entrare. Sono così tanti che non riesco neanche a ricordarli. Mi ricordo soltanto che non erano pensieri, piùche altro erano dubbi. Ma ormai non sono importanti, tutti i miei dubbi sono svaniti da un pezzo. L'aereo non ci mette molto ad arrivare. Mentre scendo devo combattere la tensione. Sono arrivato e me ne andrò tra un anno. Provo a combatterla mettendomi le cuffiette. Tinturia- Jovanotto. Sto molto meglio

lunedì 17 ottobre 2011

Salvo e Valentino

Se c'è una cosa per cui vado pazzo sono sicuramente loro. Il duo siciliano comico, a mio parere, più divertente della storia. I migliori. Veramente i migliori! Sto ovviamente parlando di Ficarra & Picone! Tanto per farvi rendere conto. Mi sono fatto mandare dall'Italia i DVD dei loro film e non c'è giornata in cui non mi vedo anche solo un piccolo pezzetto di questi! So le battute del 7 e l'8 a memoria! Potrei recitare un remake del film anche in questo istante. Ma ,oltre a farmi ridere fino allo sfinimento, questi due mi piacciono per un altro motivo. Loro come me amano la Sicilia. Non c'è uno sketch, un film. un'occasione qualsiasi in cui loro non ribadiscano in qualche modo il loro essere siciliano, andando fieri di ciò. L'esempio più lampante è nel video "La Sicilia" che con un po' di fortuna potete trovare nella barra video in alto a destra. "Io sono fiero di essere Siciliano"- "Io mi vergogno di essere Siciliano". Il video gira tutto su queste due frasi e merita sicuramente più di un'occhiata.
La frase che più mi è piaciuta è questa: <Io sono fiero di essere Siciliano perchè sento di appartenere a qualcosa di grande>. E' vero, io da Siciliano sento veramente di appartenere a qualcosa di grande, di veramente grande. Te ne accorgi quando la città di Roma viene invasa da 40000 tifosi rosanero, tutti in lacrime qualche ora dopo, quando ai rosa viene data la medaglia d'argento. Eppure c'erano, eppure eravamo tutti in lacrime. Eppure erano in lacrime anche i "palermitani" in campo. Perchè anche Fabrizio Miccoli e Delio Rossi sentivano di appartenere a qualcosa di grande. E quei 40000 erano solo una piccola parte della grande famiglia siciliana! Tutti i siciliani amano la Sicilia, e tutti quando sono fuori dall'isola la ricordano e la inneggiano in ogni occasione e in ogni modo.
Io mi sento come loro. Come Ficarra, Picone, Falcone, Borsellino, Camilleri, Pino Puglisi, Tornatore, Pirandello, Tomasi, .. Tutta gente che ha dato più fascino e più importanza alla Sicilia. E se un giorno ne sarò in grado cercherò anche io di rendere la mia terra un posto migliore. Perchè sono rosanero per caso, ma è comunque la cosa più bella che mi sia mai potuta capitare.

Una scuola "Italiana"

Sinceramente un'accoglienza del genere non me la sarei mai aspettata. Primo giorno di scuola, tutti in divisa, tutti vestiti allo stesso modo. Eppure i ragazzi della St. Davids High School riescono a percepire che noi non siamo come gli altri. Tutti sembrano sapere che non siamo scozzesi. E questo fatto li sprona a presentarsi, a fare amicizia, a "curiosare" tra le nostre vite. Ci spiegano come funziona tutto, sono molto ospitali e molto simpatici. Ci aiutano durante le lezioni, quando capiamo a stento cosa il professore stia spiegando. Soprattutto ammirano la nostra cultura. Vogliono sapere tutto dell'Italia, veramente tutto! Tutti mi fanno sempre le solite domande: Sai cucinare? La pasta e la pizza? Ma la mafia com'è? Tifi Milan? Ma il Palermo è forte? Com'è Berlusconi (con sonore risate al seguito)?
Poi però seguono affermazioni con cui mi trovo assolutamente d'accordo: Certo che l'Italia deve essere bella.-Voi potete stare tutto il giorno in spiaggia, mangiate del cibo buono e siete tutti in forma e in salute. Non sai quanto ti invidio! (rifacendosi alla propria panza)
E poi avviene lo scambio culturale di rito < Mi insegni qualcosa in italiano?> e ovviamente tutti vogliono impare metodi sempre più evoluti di inveire contro qualcuno! E qua arriva la parte più bella.
L'altro giorno entro in classe e un mio compagno, con un'eccezzionale padronanza di linguaggio esclama: <Ou, chi minchia talii!>  e dall'altro lato, come se si stesse assistendo ad un botta e risposta tra due curve allo stadio: <Stai zitto, testa di cazzo!> E' stato divertentissimo! Poi avrei bisogno di un altro post per raccontare quello che hanno detto a quella mischinazza della professoressa di inglese ma non voglio dilungarmi, lascio spazio alla fantasia! Uscendo al cambio d'ora sento per il corridoio echeggiare un sonoro <Vaffanculoooo> con un accento molto scozzese! Che dire, la mia scuola sta diventando sempre più italiana.
Spero non lo diventi troppo..

domenica 16 ottobre 2011

Affetto a distanza..

Andiamoci così. Lasciare tutto per un anno non è facile, ma non è neanche troppo difficile. Non è come poteva essere tanto tempo fa, quando le comunicazioni non erano così evolute. Ora abbiamo tutto a portata di mano grazie a Internet. C'è facebook, youtube, twitter, skype.. non sei mai solo! Se poi aggiungi che tutti questi servizi puoi averli sul tuo telefono, non sei veramente mai solo! Però devo dire che tutto ciò è bello, bellissimo. Potere sentire i miei più cari amici incitarmi, aiutarmi.. insomma continuare a essere amici a km di distanza. Sono cose bellissime. Se c'è una cosa che mi manca di Palermo sono loro. Ma qualche sacrificio bisogna farlo. E poi ribadisco, ormai non è più un grande sacrificio. Sono continuamente informato su tutto ciò che succede. Su eventi imperdibili che mi sono perso, sulla scuola, sui litigi, sulle nuove coppie, sulle news cittadine. E loro sono informati su tutto ciò che faccio io. Pensate che in questo stesso momento tu che stai leggendo questo blog stai venendo informato su cose che avvengono a migliaia di km da te! Veramente meraviglioso.
Ne approfitto quindi per salutare tutti quelli che mi sono vicini, i miei amici più cari, sui quali posso sempre contare.

Eccomi!

Nonostante la mia ignoranza informatica sono riuscito anche io a creare un blog!
E ora? Ora non mi resta altro che presentarmi! Mi chiamo Alessio, ho sedici anni e vengo da Palermo. Ma da dove vengo è relativamente importante. Infatti il motivo per cui ho deciso di creare questo blog non è da dove vengo ma bensì dove sono!
Allora procediamo con una correzione.. Mi chiamo Alessio, ho sedici anni, vengo da Palermo e da quasi due mesi mi trovo in Scozia. Ecco così suona meglio.
 Perchè creare il blog?
Perchè è impossibile non condividere l'esperienza che sto facendo con gli altri! Voglio dare il buon esempio, voglio che la gente apra la propria mente, che si butti in questa magnifica esperienza, che veda quanto è bello il mondo, che veda quanto è caduto in basso il paese in cui viviamo, che sia in grado di rialzare questa Italia, che riesca a trovare l'obbiettivo della propria vita, che sia una persona migliore... anzi piuttosto che migliore unica!
Che significa il nome "Rosanero per caso... In Scozia"?
Il nome è nato di fretta ma è comunque ricco di significato. Rosanero per caso è il nome del blog di un giornalista palermitano, che è stato grande fonte di ispirazione per me. Vedete, se c'è una cosa per cui vado matto è il Palermo, fin da piccolo ho seguito il Palermo. Fin da quando eravamo piccoli sia io che il Palermo. Quando si esultava per una vittoria con la Pistoiese, condita da due gol di La Grotteria. Ma tornando a quel giornalista. Lui seguiva il Palermo anche allora, quando io ero piccolo. Seguire la propria squadra in serie C a Pistoia, Afragola per poi trovarsi a seguirla a Mosca, per la finale di Coppa Italia a Roma. Queste sono soddisfazioni. Partire da zero per arrivare a cento. La soddisfazione più grande che si possa avere.
Perciò se partendo da zero lui è arrivato a cento, io partendo da cento voglio arrivare a mille! Sono sicuro che per diventare ciò che ora è questo giornalista abbia rincorso un sogno. Bè ho anche io un sogno. Il mio sogno è quello di riuscire a distinguermi, di diventare unico, come avevo detto prima. Non ho ancora un obbiettivo, ho solo sedici anni d'altronde. Ma su questo sono certo, non voglio essere nella media. Non mi va proprio di essere una persona mediocre. Ed è per questo che dedico questo blog a questo giornalista, che riesce sempre a distinguersi dalla media. Quindi non mi resta che essere "rosanero per caso"iniziando a distinguermi da ora. Non è da tutti fare un anno fuori dal proprio paese. C'è chi deve andare via per lavorare, per amore, per svariati motivi. Ma perchè andare all'estero a sedici anni per studiare? Voi direte per studiare.. Io dico a fare la vita dello studente. Perchè tra studiare e fare la vita dello studente c'è una differenza abissale. Studiare vuol dire sbattere la faccia contro un libro e imparare attraverso quello. Dallo studiare in un paese straniero si potrebbe trarre solo un vantaggio, ovvero quello di imparare una nuova lingua. Fare la vita dello studente comprende lo studiare, ma va anche a guardare aspetti più grandi. Il ragazzo che va a studiare fuori si accorge delle differenze, di ciò che è meglio e di ciò che è peggio. Proprio qua in Scozia ho studiato che l'informazione serve soprattutto a prendere le decisioni giuste. Noi studenti all'estero facciamo paragoni con l'Italia e tutti ci stiamo accorgendo (palesemente) che c'è più di un qualcosa che non va. C'è bisogno di giovani leoni per rialzare questo mondo, e con questo non intendo i finti leoni che si fanno grandi dietro uno schermo. Questi sono solo dei gattini con la voce grossa. Il nostro mondo ha bisogno di coraggio. Quindi chiudo questa lunga introduzione con una citazione di Steve Jobs, che il giorno della sua morte è stata ricordata da molti. [Stay Hungry, Stay Foolish] ma siatelo veramente.