Quando sono tornato dopo le vacanze natalizie a Londra ero molto gasato. Oltre ad avere un periodo molto rilassato a livello di studio, avevo preso una decisione. Dovevo iniziare a lavorare. A Londra, dove il lavoro c'è, è addirittura possibile trovare un lavoro bello, piacevole, collegato ai propri interessi e alle proprie passioni (lo so, sembrava un'assurdità pure per me quando me lo hanno detto, ma vi giuro che è vero!). E' così ho inizialmente preso contatti con il Watford Football Club, seconda divisione del campionato inglese. Una persona, di cui per correttezza non farò il nome, aveva promesso di farmi vedere un po' l'ambiente calcistico inglese dall'interno. Una sorta di osservatore interno, un impiegato non pagato che vede come funzionano i meccanismi dell'azienda in cui lavora per un periodo di tempo limitato. Quella che a Londra chiamano work experience, fondamentale e necessaria per trovare un buon lavoro in futuro. Ora molti sanno quanto io sia appassionato di calcio, e ovviamente la notizia di questa sottospecie di impiego mi ha mandato al settimo cielo. Non perché fosse quello che avrei voluto fare in futuro, ma per vedere con i miei occhi ciò che succede all'interno di un mondo apparentemente molto pubblicizzato a livello mediatico. Le parole di mio padre risuonano sempre nella mia testa quando penso all'anticamera calcistica: "Fidati di me, quello del calcio è un mondo orribile".
Così dopo una trepidante attesa un giovedì mi arriva una chiamata:
< Mercoledì ti aspetto a Watford di pomeriggio, chiamami di mattina così possiamo metterci d'accordo per l'orario esatto>.
Mercoledì. Sveglia alle 8. Inizio lezione alle 10. Appena sveglio chiamo:
< tuuu, tuuu, tuuu...>.
<Vabbè, starà dormendo.> penso.
Si va al bar. Caffè. Si, anche in questo bar è acqua sporca. Sorrido alla cameriera, d'altronde non è colpa sua se il caffè è così brutto. E non è neanche colpa sua se oggi alle 8 il Watford non ha risposto alla mia chiamata. A proposito!
< tuuu, tuuu, tuuu...>.
< No, ancora niente.>.
E allora si prende la metro e si va a lezione. Ogni lunedì mi toccano tre ore di Professional Competences, dalle 10 alle 13. Lezione per fortuna piacevole. Ma non avendo break e tenendo il telefono in silenzioso ero un po' preoccupato.
<E se mi chiama e non lo sento? Controlliamo un secondo lo schermo. Nessuna chiamata persa. E se aspetta la mia chiamata? Meglio che vado in bagno e telefono.>.
< tuuu, tuuu, tuuu...>.
Anche questa volta niente. E' l'una. E' tardi.
Ora, qui è opportuno aprire una parentesi. La mia università è a Baker Street, zona 1 della metropolitana di Londra. Watford è considerato un borgo di Londra, solo una metropolitana porta all'unica stazione di Watford, chiamata Watford perché, per l'appunto, unica stazione di metro a Watford. Ho deliberatamente enfatizzato la posizione di Watford e tradurrò il mio sconforto per i non londinesi in questo modo: 1 ora e 20 di metropolitana. Già proprio così. Ma il problema più grave non è questo, assolutamente! Il problema è che la destinazione finale si chiama Vicarage Road, non Watford Tube Station. Questi due luoghi distano 20 minuti a piedi l'uno dall'altro. Traducendo ancora più semplicemente il mio ragionamento : l'incontro è di pomeriggio, mi devo sbrigare.
Salgo velocemente in metro, dimenticandomi di pranzare. Per fortuna in metro il telefono ha segnale.
< tuuu, tuuu, tuuu...>.
< tuuu, tuuu, tuuu...>.
< tuuu, tuuu, tuuu...>.
Niente, nessuna risposta. Io sono arrivato in zona 7 e non ha risposto nessuno. Io sono alla Watford Tube Station e non ha risposto nessuno. E piove. Piove veramente tanto. Ma io ci credo. Ora risponderanno. Ora mi chiameranno. Io inizio a camminare.
Avendo deciso di vestirmi in maniera elegante per l'occasione, non ero molto riparato dal freddo ma soprattutto dalla pioggia. I piedi invece, mossi dall'ottimismo e dalla voglia di essere presenti a questo incontro, andarono avanti sotto comando del mio mio cervello. Sotto il controllo della sezione emotiva di esso, che predominava sulle altre in questo momento. L'acqua cadeva velocemente e pesantemente, bagnandomi i capelli e il vestito, che ormai non era più in grado di riparare il freddo. Così dopo dieci minuti sento un rumore diverso dal gocciolare della pioggia e del motore di qualche macchina che ogni tanto incrociava la mia strada. Era il mio telefono. Era il Watford.
<Pronto, chi è?>.
<Sono Alessio.>.
< Ehm...>.
<Alessio Norrito! Si ricorda dell'appuntamento di oggi pomeriggio?>.
<Ehm, ah sì! Alessio! Ora ricordo! Guarda oggi ho un sacco di impegni, chiamami domani e decidiamo quando metterci d'accordo.>.
<... Ok, allora a domani>.
A domani. Sono le 3 e 20 di pomeriggio. Piove. Piove veramente tanto. Io non ho riparo e sono a Watford, da qualche parte a metà tra Vicarage Road e la Watford Tube Station. Meglio tornare a casa. Il viaggio di ritorno è stato silenzioso. Solo rabbia e delusione. Molta delusione, moltissima rabbia. Immensa voglia di riscatto. Non poteva finire così.
Torno a casa, butto tutto sul letto e accendo il pc. Vedo una cosa molto interessante. Il Chelsea cerca un receptionist a Stamford Bridge.
<Sarebbe un sogno! Cavolo, io ci provo. Tanto oggi, peggio di così non può andare>
Il giorno dopo faccio il mio solito cospicuo numero di chiamate al sig. Watford, senza ricevere alcuna risposta. L'unica differenza è che quel giorno non ricevetti nessuna chiamata a seguito. Così torno a casa, questa volta decisamente più deluso che incavolato. Così, con rassegnazione l'occhio mi cade su di una e-mail.
<Ciao Alessio, abbiamo ricevuto il tuo curriculum e deciso di invitarti per un colloquio>. Era il Chelsea.
Receptionist al Chelsea, uno dei miei sogni. Sono sempre stato indeciso:
<Hotel o calcio?>
Qua trovavo tutte e due gli aspetti, esaudivo i miei desideri!
Per una questione di privacy non posso dirvi cosa è successo dopo. Però una cosa posso dirvela:
Oggi, io, per correttezza, ho deciso di chiamare il signor Watford. Volevo ringraziarlo per la disponibilità e informarlo che purtroppo non avrei potuto fare work experience con lui. Ora ho un lavoro, non mi è più possibile. Volete sapere che ha detto lui???
< tuuu, tuuu, tuuu...>
Non ha risposto.