mercoledì 30 novembre 2011
Ryanair: successo fuori dagli schemi
Durante un'ora di business ci siamo ritrovati a parlare di marketing, strategie, ecc.. Ad un certo punto il nostro professore ci parla di una tecnica, di un colpo di genio, della Ryanair. La Ryanair, per chi non la conoscesse, è una compagnia aerea irlandese che da sempre si è distinta per i suoi voli low cost. La prima che introdusse questo tipo di volo e che, di conseguenza, ha reso l'aereoplano un mezzo di trasporto più accessibile. Il nostro professore ci spiegava che Ryanair, quando aveva necessità di farsi conoscere e non c'erano molti fondi nelle casse della società, spese solamente 500 euro in campagna pubblicitaria. Un solo slogan che recitava "Svelato il quarto mistero di Fatima: i voli Ryanair costano pochissimo". La trovata è geniale. Con questo semplice slogan, la compagnia è riuscita a infastidire la chiesa, i critici, tantissime persone insomma. Queste hanno contribuito, con le loro critiche e con la loro indignazione, ad espandere la conoscenza della compagnia. Insomma, hanno fatto uno slogan che, nel bene o nel male, si ricordasse. In poco tempo la Ryanair era sulla bocca di tutti. E tutt'ora tengono questa linea! Scusate se questo articolo non è affatto inerente all'esperienza che sto facendo, ma di fronte a persone del genere non riesco a rimanere indifferente. Riesco ad essere solo incredulo e stupefatto. Queste sono persone da ammirare, quelle che riescono a costruire da sole il proprio successo.
martedì 29 novembre 2011
Ma dove li trovi?
Oggi pensavo ai miei nonni. A dicembre vengono a trovarmi, passiamo il natale insieme, in famiglia. Pensavo proprio a questo. Ma chi li porta a farlo? Ma poi il giorno di natale? Non sarebbe stato meglio a Palermo? Evidentemente per loro no. Per loro non è un problema andare ad Edimburgo il giorno di natale. Lo stesso giorno che, fino ad ora, abbiamo sempre passato insieme a Palermo. Ma dove li trovi dei nonni come loro? Loro che mi seguono. Seguono quello che scrivo e mi appoggiano. E poi quando parliamo al telefono mi dicono < Abbiamo fatto vedere a tutti quello che hai scritto! Siamo fieri di te!> Addirittura iniziano ad usare il computer pur di seguirmi, pur di vedere quello che faccio. Sperano sempre che da quello schermo spunti la mia immagine, che li tranquillizzi e che dica semplicemente <Va tutto bene!>. Basta questo per vedere un sorriso spuntare sulla loro faccia. Oggi vedo persone, ragazzi come me, che a volte si dimenticano dell'esistenza dei propri nonni o che semplicemente non vanno d'accordo con loro. Io sono fiero e felice dei miei nonni. Sono fantastici, e di persone fantastiche è difficile trovarne. Mi mancano tantissimo i momenti passati con loro. Quando ad esempio mia nonna viene a trovarci a casa e, portando le cose che ha preparato prima a casa, mi salva dalle schifezze che cucina mia madre (senza nulla togliere alla cucina di mia madre con cui ho imparato a convivere e che, al giorno d'oggi, ritengo migliore di molte cucine scozzesi). Oppure io e mio padre prendiamo il motorino e andiamo a casa dei nonni, semplicemente perchè ci divertiamo, perchè vederli è sempre un piacere! E poi si lamentano quando ce ne dobbiamo andare. Non importa quanto tempo è passato, perchè loro ci vorrebbero sempre a casa.
Che bello il natale passato con loro. Per me ormai il natale ha solo un senso, la cena dai nonni. Uno dei giorni più belli dell'anno. Un giorno che passiamo sempre con il sorriso tra le labbra, tutti felici. Per questo, cari nonni, questo è il mio modo di ringraziarvi. Ringraziarvi di quell'aereo che prenderete soltanto per passare il natale con me. Grazie.
Ad Anna, Vittorio e Palmira
Che bello il natale passato con loro. Per me ormai il natale ha solo un senso, la cena dai nonni. Uno dei giorni più belli dell'anno. Un giorno che passiamo sempre con il sorriso tra le labbra, tutti felici. Per questo, cari nonni, questo è il mio modo di ringraziarvi. Ringraziarvi di quell'aereo che prenderete soltanto per passare il natale con me. Grazie.
Ad Anna, Vittorio e Palmira
sabato 26 novembre 2011
Il gioco più bello del mondo
Scrivo questo articolo dopo avere visto Goal 2. Consiglio vivamente la visione. Una sera mi trovavo a casa di mio padre. Mi dice "Oggi ho trovato un film molto bello, penso che ti piacerà!". Quel film si chiamava Goal. Che film! Parla di un ragazzo, Santiago Munez. Un messicano emigrato negli U.S.A che viene scoperto da un talent scout. Il ragazzo verrà catapultato dalla miseria più totale (non avendo i soldi per dei parastinchi usa dei pezzi di cartone) alla sua nuova vita da calciatore a Newcastle.
L'indomani è uno dei tanti giorni di scuola media. Anche se ora che ricordo non era uno dei tanti. Perchè quello era il giorno della partita. C'è da dirlo, ora siamo cresciuti. Ormai vediamo quella partita e non ce ne frega più niente. Ma ai tempi non era così. Cavolo, avremmo dato tutto per quella partita, per vincerla! Era la partita del campionato delle medie, quella che, in caso di vittoria, ci avrebbe coronato campioni. E allora scendiamo in campo, con le nostre magliette blu. C'è una breve consultazione tra me, vicecapitano e Giuliano, capitano e mio amico da una vita. Un fratello, che da sempre calca i campetti di calcio con me. Anche se lui è leggermente molto più talentuoso. Fischio di inizio. La partita è sofferta da entrambe le parti. Siamo inchiodati sul 3 a 3. Manca poco alla fine. Ad un certo punto la svolta. Il difensore sbaglia il retropassaggio. Io sbuco da dietro e riesco a raggiungere la palla prima del portiere. Piccolo tocco alla palla, goal. Mi sono sentito morire. Ho buttato tutto fuori nell'esultare, prima che tutti mi venissero addosso. Un goal che verrà poi definito il giorno dopo "Alla Pippo Inzaghi" in classe. Dopo qualche secondo, la squadra avversaria si butta in avanti e noi, approfittando di questa occasione, ne facciamo un altro. All'ultimo gol coincide il fischio finale. Abbiamo vinto! Abbiamo vinto all'ultimo minuto! Finalmente siamo campioni.
Guardando oggi quel torneo era cosa da poco.. O forse no? Forse è colpa di quel pallone, che non ci fa essere razionali. Che trasforma una fede in tante emozioni. Che lega il nostro cuore a dei colori, a dei volti, a delle azioni. Il calcio è fantastico, c'è poco da aggiungere. E se tu ti trovi con un pallone tra i piedi, dovunque tu sia, nello stadio più bello del mondo o nella strada più povera della terra, hai il dovere di non pensare a niente, a divertirti. Fatti prendere dall'emozione di quella sfera. Se hai un pallone tra i piedi, stai giocando al gioco più bello del mondo
L'indomani è uno dei tanti giorni di scuola media. Anche se ora che ricordo non era uno dei tanti. Perchè quello era il giorno della partita. C'è da dirlo, ora siamo cresciuti. Ormai vediamo quella partita e non ce ne frega più niente. Ma ai tempi non era così. Cavolo, avremmo dato tutto per quella partita, per vincerla! Era la partita del campionato delle medie, quella che, in caso di vittoria, ci avrebbe coronato campioni. E allora scendiamo in campo, con le nostre magliette blu. C'è una breve consultazione tra me, vicecapitano e Giuliano, capitano e mio amico da una vita. Un fratello, che da sempre calca i campetti di calcio con me. Anche se lui è leggermente molto più talentuoso. Fischio di inizio. La partita è sofferta da entrambe le parti. Siamo inchiodati sul 3 a 3. Manca poco alla fine. Ad un certo punto la svolta. Il difensore sbaglia il retropassaggio. Io sbuco da dietro e riesco a raggiungere la palla prima del portiere. Piccolo tocco alla palla, goal. Mi sono sentito morire. Ho buttato tutto fuori nell'esultare, prima che tutti mi venissero addosso. Un goal che verrà poi definito il giorno dopo "Alla Pippo Inzaghi" in classe. Dopo qualche secondo, la squadra avversaria si butta in avanti e noi, approfittando di questa occasione, ne facciamo un altro. All'ultimo gol coincide il fischio finale. Abbiamo vinto! Abbiamo vinto all'ultimo minuto! Finalmente siamo campioni.
Guardando oggi quel torneo era cosa da poco.. O forse no? Forse è colpa di quel pallone, che non ci fa essere razionali. Che trasforma una fede in tante emozioni. Che lega il nostro cuore a dei colori, a dei volti, a delle azioni. Il calcio è fantastico, c'è poco da aggiungere. E se tu ti trovi con un pallone tra i piedi, dovunque tu sia, nello stadio più bello del mondo o nella strada più povera della terra, hai il dovere di non pensare a niente, a divertirti. Fatti prendere dall'emozione di quella sfera. Se hai un pallone tra i piedi, stai giocando al gioco più bello del mondo
venerdì 25 novembre 2011
Divertimento scolastico (ammazza-stress)
C'è da dire che le lezioni di inglese sono le più belle! Diciamo che la maggior parte del lavoro è da svolgere a casa e quindi durante queste ore puoi riposarti e cazzeggiare un po'. D'altronde passo 8 ore al giorno a scuola, un po' di riposo mi sarà concesso!? E quindi mi siedo e inizia la mia ora di relax. Anzi, più che di relax, la mia ora di divertimento. E allora mi siedo accanto ai miei amici scozzesi (dei gran cornutazzi anche loro) e italiani e iniziamo a disturbare la quiete, che in quella classe non è mai presente. Fare casino in classe in Scozia è bellissimo! L'ora si trasforma improvvisamente da ora di inglese in ora di italiano, dove ai ragazzi scozzesi vengono prima insegnati i termini da loro richiesti, poi si fa un po' di pratica per poi infine urlare a tutta la classe ciò che si è imparato. <Vaffanculo!> <Stai zitto!> .. e mi fermo per evitare la censura. Poi di tanto in tanto faccio uscire fuori un "forza Palermo" con fierezza. Oh, mi è concesso. Devo dire che da quando sono arrivato a Edimburgo i tifosi palermitani sono aumentati, e con loro anche i fan dei Tinturia. Sono veramente fiero di questi obbiettivi che ho raggiunto. Poi arriva il momento in cui ci si prende per il culo. Uno di quei cornutazzi scozzesi mi ha quasi fatto dire che il protagonista del libro che stiamo leggendo è un gran pezzo di m... Ahahah. Ma lasciamo stare. Per farvi un bilancio di questa esperienza, mi sto divertendo. Mi sto riprendendo. Ero caduto in un momento di depressione. Ma vi informo di una cosa: sono tornato.
giovedì 24 novembre 2011
Marito, moglie, padre, madre
E' cambiato molto. Dai tempi dei miei genitori è cambiato molto. Mi riferisco alla famiglia, alle famiglie di oggi. Viviamo in un mondo molto diverso, i cambiamenti sono dietro l'angolo. Alcuni servono ad andare avanti, sono utili, mentre altri sono dei cambiamenti inutili, stupidi, cattivi. Vi parlo io, figlio di due genitori divorziati. Premetto subito che io voglio un bene immenso ai miei genitori, la loro situazione attuale non mi turba. Tempo fa pensavo che avendo mio padre e mia madre in casa sarei stato più felice. Poi con il tempo ho capito che ho fatto male i conti. Non puoi vivere in una casa dove i tuoi sono infelici e pretendere di essere felice anche tu. Sarebbe molto difficile. Ma perchè tutto ad un tratto mi è venuto in mente di parlare di questo argomento? Perchè stamattina mi è tornato in mente un episodio della mia vita che vorrei raccontarvi. Un anno fa, nel mese di ottobre, mi trovavo a casa, da mia madre. Si stava tranquillamente parlando quando mia madre mi dice: < Io e papà abbiamo chiesto il divorzio, perchè hai fini legali tu saresti più tutelato>. Come direbbe qua in Scozia, fair enough, va bene. Non c'è niente di male. Eppure quella frase mi ha fatto scattare qualcosa. Mi infilo dentro la doccia. L'acqua non è mai calda abbastanza. Soffro molto, per una cosa stupida. Ma fondamentalmente non è la cosa stupida che mi fa soffrire, ma tutti i pensieri che questa ha scaturito. Non ricordi, di quelli ne ho pochi. Ma pensieri. Pensavo che in vita mia non ho mai visto i miei genitori litigare per la televisione. Mi chiedevo il perchè sia successo. Perchè si sono separati? Non potevano lasciarmi vivere con loro insieme? Pagherei oro per vederli insieme. Per un periodo sono stato triste. Ma non avevo il coraggio di dire a nessuno il perchè. Mi sarei sentito stupido. Mi sarei sentito dire che mi stavo facendo problemi inutili. Per questo l'ho tenuto per me. Per un po' di giorni il mio sogno è stato quello di avere una famiglia. Di notte sognavo che avevo una famiglia. Una moglie e dei figli che mi amavano. Un po' strano per un ragazzo di allora 15 anni. Stranissimo.
Ma poi ho cambiato idea. Ho capito che era la cosa giusta. Non si amavano, non volevano essere tristi. Ora siamo felici. Io, mia madre e mio padre siamo felici. Ognuno ha avuto la sua strada. Ognuno ha avuto un fidanzato, una fidanzata. Ognuno ha continuato a coltivare i suoi affetti, senza però scordarsi. Senza dimenticarsi, mettendo sempre al centro l'affetto. L'affetto che comunque c'è, c'è stato e ci sarà per il proprio figlio. Sì, perchè i tuoi potrebbero anche non volersi bene, ma faranno di tutto per il tuo di bene.
Molti sono nelle mie stesse condizioni. Molti sono i genitori separati. Moltissimi sono i figli che soffrono. E in questo post voglio rivolgermi a loro, a voi.. a noi. Noi siamo quelli che vengono colpiti da questi fatti, dai loro litigi, dalla fine della loro storia. Ma vi posso assicurare che, per quanto a volte loro facciano veramente il nostro male, l'affetto non cambierà. A volte si ha paura del futuro. Si pensa ai viaggi che non si faranno più insieme, alle feste passate separatamente. Le due case. Il dire "sono da mio padre" o "sono da mia madre" invece di dire "sono a casa". Vi voglio fare forza, non pensate al futuro. Voi siete i padroni del vostro futuro, non vi preoccupate di queste piccole cose. Siete forti, molti sono come voi. Molti si credono nella merda, sono distrutti. Ma ragazzi, vi assicuro che tutto passa. A volte tutto migliora. A volte si creano dei rapporti bellissimi. Se i miei non si fossero separati, ad esempio, a quest'ora non sarei mai andato a casa di mio padre il mercoledì a vedermi la Champions con la panza all'aria. E se proprio non ci riuscite, se proprio non sono riuscito a convincervi, fidatevi dei vostri amici, divertitevi. Il divertimento guarisce ogni cosa. E per concludere vi dico che c'è una grossa differenza tra il rapporto marito-moglie e quello tra padre-madre. Il rapporto il rapporto marito-moglie si può distruggere facilmente. Quello tra padre e madre è indistruttibile. Più di indistruttibile, inossidabile. Perchè comunque ci sarà sempre un anello a tenerli sempre attaccati. Anche se si odiano, anche se non si parlano più. Quell'anello siete voi.
Ma poi ho cambiato idea. Ho capito che era la cosa giusta. Non si amavano, non volevano essere tristi. Ora siamo felici. Io, mia madre e mio padre siamo felici. Ognuno ha avuto la sua strada. Ognuno ha avuto un fidanzato, una fidanzata. Ognuno ha continuato a coltivare i suoi affetti, senza però scordarsi. Senza dimenticarsi, mettendo sempre al centro l'affetto. L'affetto che comunque c'è, c'è stato e ci sarà per il proprio figlio. Sì, perchè i tuoi potrebbero anche non volersi bene, ma faranno di tutto per il tuo di bene.
Molti sono nelle mie stesse condizioni. Molti sono i genitori separati. Moltissimi sono i figli che soffrono. E in questo post voglio rivolgermi a loro, a voi.. a noi. Noi siamo quelli che vengono colpiti da questi fatti, dai loro litigi, dalla fine della loro storia. Ma vi posso assicurare che, per quanto a volte loro facciano veramente il nostro male, l'affetto non cambierà. A volte si ha paura del futuro. Si pensa ai viaggi che non si faranno più insieme, alle feste passate separatamente. Le due case. Il dire "sono da mio padre" o "sono da mia madre" invece di dire "sono a casa". Vi voglio fare forza, non pensate al futuro. Voi siete i padroni del vostro futuro, non vi preoccupate di queste piccole cose. Siete forti, molti sono come voi. Molti si credono nella merda, sono distrutti. Ma ragazzi, vi assicuro che tutto passa. A volte tutto migliora. A volte si creano dei rapporti bellissimi. Se i miei non si fossero separati, ad esempio, a quest'ora non sarei mai andato a casa di mio padre il mercoledì a vedermi la Champions con la panza all'aria. E se proprio non ci riuscite, se proprio non sono riuscito a convincervi, fidatevi dei vostri amici, divertitevi. Il divertimento guarisce ogni cosa. E per concludere vi dico che c'è una grossa differenza tra il rapporto marito-moglie e quello tra padre-madre. Il rapporto il rapporto marito-moglie si può distruggere facilmente. Quello tra padre e madre è indistruttibile. Più di indistruttibile, inossidabile. Perchè comunque ci sarà sempre un anello a tenerli sempre attaccati. Anche se si odiano, anche se non si parlano più. Quell'anello siete voi.
mercoledì 23 novembre 2011
Anche se è amore non posso vederlo
Ci sono dei momenti in cui pensi a tutte le cose che ti stai perdendo durante la tua permanenza all'estero. Da quando non ci sono è successo di tutto! Il premier si dimette, la tragica morte del povero Sic... Ma c'è una cosa in particolare che ho perso. La cosa più bella, più importante. Più dello sbarco sulla luna, più dei bunga bunga, più di tutto! E credo proprio che voi sarete d'accordo con me. MI SONO PERSO IL NUOVO FILM DI FICARRA E PICONE. Non era mai successo in vita mia, sono sconvolto. E' da due giorni che guardo il trailer, sperando che da un momento all'altro si materializzi il film. Bene, questo non è un articolo, questa è una richiesta d'aiuto. Chiunque abbia a cuore la mia salute corporea e mentale mi mandi un DVD, una videocassetta, una cinepresa, qualunque cosa! Basta che io riesca a vedere il loro film. Vi prego, aiutatemi
martedì 22 novembre 2011
Impossibile?
A Verona c'era, tanto tempo fa una piccola squadra di calcio, il Chievo. Una squadretta, niente di che. Il Chievo aveva pochissimi tifosi, quasi nessuno. Oggi il Chievo è in serie A, e negli anni passati è riuscito ad arrivare persino alle porte della Champions League. Impossibile? Bhè, è successo.
Un ragazzo nacque con un grave malformazione ai piedi. A soli 11 mesi gli vengono amputate le gambe, poco sotto il ginocchio. Nel 2009 rimane seriamente ferito in un incidente in barca. In bilico tra la vita e la morte. Il suo medagliere conta 4 medaglie d'oro e una di bronzo alle olimpiadi. Il suo nome è Oscar Pistorius. Impossibile? Bhè, è successo.
Un giocatore chiamato Patrick Evra sbarca a Marsala. Guadagna poco ed è molto affamato. Appena arrivato lo portano a mangiare un panino con il salame. Il povero ragazzo lo sbrana in pochi secondi. Oggi è il terzino titolare della nazionale francese e del Manchester United. E' ricco ed è felice, non muore più di fame. Impossibile? Lo avrà pensato anche lui. Bhè, invece, è successo.
J.K Rowling. Sola con una figlia. Affamata. L'unica sua speranza attaccata ad un libro. Un libro che sta scrivendo in un bar ad Edimburgo, proprio perchè non può permettersi il riscaldamento nel suo appartamento. Oggi è più ricca della regina d'Inghilterra. Impossibile? Bhè, è successo.
Non esiste l'impossibile. Esiste l'improbabile, che è ben diverso. E non è fortuna, non ci credete alla fortuna. La vita non è come il lancio di una monetina! La faccia della moneta la decidi tu! Puoi fare quello che vuoi della tua vita, hai tutti i mezzi per essere felice. La vita va vissuta per compiere grandi imprese, per essere felici! Non pensare a quanti muri ci sono sulla tua strada, pensa semplicemente che con un po' di sforzo puoi ridurli tutti in macerie. Persegui il tuo obbiettivo. Cerca la tua felicità senza mai fermarti. Alla fine la troverai e, una volta trovata, troverai anche la consapevolezza che niente ti è impossibile.
Un ragazzo nacque con un grave malformazione ai piedi. A soli 11 mesi gli vengono amputate le gambe, poco sotto il ginocchio. Nel 2009 rimane seriamente ferito in un incidente in barca. In bilico tra la vita e la morte. Il suo medagliere conta 4 medaglie d'oro e una di bronzo alle olimpiadi. Il suo nome è Oscar Pistorius. Impossibile? Bhè, è successo.
Un giocatore chiamato Patrick Evra sbarca a Marsala. Guadagna poco ed è molto affamato. Appena arrivato lo portano a mangiare un panino con il salame. Il povero ragazzo lo sbrana in pochi secondi. Oggi è il terzino titolare della nazionale francese e del Manchester United. E' ricco ed è felice, non muore più di fame. Impossibile? Lo avrà pensato anche lui. Bhè, invece, è successo.
J.K Rowling. Sola con una figlia. Affamata. L'unica sua speranza attaccata ad un libro. Un libro che sta scrivendo in un bar ad Edimburgo, proprio perchè non può permettersi il riscaldamento nel suo appartamento. Oggi è più ricca della regina d'Inghilterra. Impossibile? Bhè, è successo.
Non esiste l'impossibile. Esiste l'improbabile, che è ben diverso. E non è fortuna, non ci credete alla fortuna. La vita non è come il lancio di una monetina! La faccia della moneta la decidi tu! Puoi fare quello che vuoi della tua vita, hai tutti i mezzi per essere felice. La vita va vissuta per compiere grandi imprese, per essere felici! Non pensare a quanti muri ci sono sulla tua strada, pensa semplicemente che con un po' di sforzo puoi ridurli tutti in macerie. Persegui il tuo obbiettivo. Cerca la tua felicità senza mai fermarti. Alla fine la troverai e, una volta trovata, troverai anche la consapevolezza che niente ti è impossibile.
lunedì 21 novembre 2011
Fiorello vs Grande Fratello
Non ho la Rai, ma da quanto ho capito oggi si gioca un partitone. Fiorello contro il Grande Fratello. Che match. Da quello che riesco a leggere su Facebook sembra proprio che il posticipo serale di questo lunedì veda il tuttofare siciliano vincere per lo meno 3 a 0 su quel gruppo di deficienti. Voglio sottolineare la mia imparzialità di giudizio. Perchè potrei riempire Fiorello di elogi e il Grande Fratello di insulti allo stesso tempo. Ma voglio tenermi il più imparziale possibile. E' imparzialmente vi devo dire che sono contento di questa vittoria. Vedo che ci siamo svegliati finalmente. Vedo che i deficenti non sono più in primo piano. E' segno che il cambiamento l'Italia lo vuole. Magari lo voleva anche prima. Può darsi che prima mancavano le alternative? Cosa c'era la stessa sera del Grande Fratello? Sinceramente non me lo ricordo, ma potrebbe essere una buona motivazione, la mancanza di alternative. Un certo signor Mourinho parlava di "prostitussione intellettuale". Il signor Mourinho ha ragione. In Italia mancano le alternative, ci costringono la mente, ci vogliono tutti stupidi. Per chi comanda(va) siamo soltanto dei numeri. Più grande è il numero, più è il potere. Ma pensando solo ai numeri poi si finisce per trascurare tutto il resto. Il benestare, lo sviluppo, la stabilità. Non puoi mettere i paraocchi ad una persona solo perchè ti serve il loro più uno. Ci stuprano il cervello, o almeno cercano di farlo. Per fortuna conosco Italiani validi, che oggi si fanno sentire. E conosco tanti altri Italiani validi, che oggi stanno insaccando la palla nella rete del Grande Fratello. Bravi. Però stiamo attenti alla situazione attuale. Perchè il nostro ormai ex-presidente del consiglio ha ancora in mano un'arma per mettere nuovamente in disordine l'Italia. Quest'arma si chiama Mediaset. Ma non preoccupatevi, continuate a guardare Fiorello e, se potete, accendete un televisore anche per me!
domenica 20 novembre 2011
Ci riuscirò
Credo proprio sia capitato a tutti. Ditemi, chi almeno una volta nella propria vita ha ascoltato le parole di una canzone e ha detto "E' proprio come mi sento io" oppure "Sembra che parli di me!"? Tutti, non c'è nessuno che non si sia mai ritrovato in una canzone, in una poesia. D'altronde le sensazioni degli uomini sono tutti uguali. Spesso condividiamo le stesse gioie e gli stessi dolori di tutti gli altri. Prendete per esempio l'amore! Quanti hanno sofferto per un rifiuto o per la fine di una storia? Tutti, proprio tutti. Non si salva nessuno. Ma oggi non parlo d'amore, e penso che non nè parlerò mai. Non mi è mai piaciuto parlarne, perchè credo che ognuno debba viverlo a modo suo. Senza guide, pareri o opinioni esterne. Oggi voglio parlarvi di una canzone. Prima di continuare a leggere aprite questo link e ascoltate (http://www.youtube.com/watch?v=o6euGrdxSNU). La canzone si chiama "Me la caverò" ed è cantata dall'ex membro degli 883 Max Pezzali. Devo dirvi, nonostante gli argomenti spesso trattati da questo cantante non siano i miei preferiti, mi è sempre piaciuto. Proprio tanto. E oggi, per caso, stavo un po' curiosando tra i file musicali presenti nel mio computer e ho trovato questo. E proprio mentre l'ascoltavo ho pensato "Questa è la canzone che mi capisce".
Perchè si, voglio essere sincero con voi. Non sto passando un bel momento. Sono in un periodo di flessione, l'entusiasmo è andato via per fare posto alla malinconia, alla paura del futuro. Vedete, in questi tre mesi io sono cambiato. Sono un'altra persona. Sapevo che questa esperienza mi avrebbe cambiato. Mi avrebbe reso più maturo, più cosciente. Insomma, adulto. Ma ora penso che questo cambiamento sia stato troppo veloce. E se dovessi cambiare ulteriormente? Se dovessi modificarmi totalmente? Ho paura di questo. Voglio sapere se quello riflesso sono ancora io, se ce la farò ad affrontare tutto quello che verrà. Si perchè la mia esperienza non è finita, anzi. Quando hai questi momenti di debolezza pensi a quello che hai davanti. "C'è ancora tanto, troppo tempo". E là ti prende la malinconia. Vorresti rivedere il tuo sole, i tuoi parenti, la mamma, il papà, i nonni. Vorresti rivedere i tuoi amici, vorresti riparare degli errori commessi nel tuo percorso a casa. "Se solo non avessi fatto questo!" pensi. Vorresti tornare, solo per distenderti sulla sabbia e mangiare un panino con gli amici. Ti basterebbe solo un giorno, solo qualche oretta. Giusto il tempo di salutare. Ma non ti è concesso, ti è proibito. Quell'oretta, quel misero momento, non ti è concesso. E allora non ti resta altro che guardare avanti. Che essere forte e pensare che ti trovi semplicemente di fronte ad un momento di sofferenza. Ora qualcuno penserà "Ma come, non l'hai scritto tu che la sofferenza aiuta?". Avete ragione, ma la sofferenza è comunque sofferenza. A volte è bestiale. Inumana. Ma per fortuna tutto passa. Piano piano tutto passerà. Ne sono consapevole e convinto. Passerà, e quando passerà sarò più forte di prima. Per fortuna c'è chi ti aiuta, chi riesce a strapparti il sorriso nonostante il dolore. Tenetevi strette queste persone, sono le più importanti della vostra vita. Però alla fine dovremo sempre avere a che fare con noi stessi. Perciò ho solo un'ultima cosa da dire. Ce la devo fare. Ce la devo fare perchè non ho alternativa. Ce la devo fare perchè alla fine andrà meglio. Ce la devo fare perchè la sofferenza l'ho programmata. Ce la devo fare per tutti quelli che mi sostengono, che fanno il tifo per me. Perciò voglio rasserenare tutti. Perciò concludo dicendovi che me la caverò.
Perchè si, voglio essere sincero con voi. Non sto passando un bel momento. Sono in un periodo di flessione, l'entusiasmo è andato via per fare posto alla malinconia, alla paura del futuro. Vedete, in questi tre mesi io sono cambiato. Sono un'altra persona. Sapevo che questa esperienza mi avrebbe cambiato. Mi avrebbe reso più maturo, più cosciente. Insomma, adulto. Ma ora penso che questo cambiamento sia stato troppo veloce. E se dovessi cambiare ulteriormente? Se dovessi modificarmi totalmente? Ho paura di questo. Voglio sapere se quello riflesso sono ancora io, se ce la farò ad affrontare tutto quello che verrà. Si perchè la mia esperienza non è finita, anzi. Quando hai questi momenti di debolezza pensi a quello che hai davanti. "C'è ancora tanto, troppo tempo". E là ti prende la malinconia. Vorresti rivedere il tuo sole, i tuoi parenti, la mamma, il papà, i nonni. Vorresti rivedere i tuoi amici, vorresti riparare degli errori commessi nel tuo percorso a casa. "Se solo non avessi fatto questo!" pensi. Vorresti tornare, solo per distenderti sulla sabbia e mangiare un panino con gli amici. Ti basterebbe solo un giorno, solo qualche oretta. Giusto il tempo di salutare. Ma non ti è concesso, ti è proibito. Quell'oretta, quel misero momento, non ti è concesso. E allora non ti resta altro che guardare avanti. Che essere forte e pensare che ti trovi semplicemente di fronte ad un momento di sofferenza. Ora qualcuno penserà "Ma come, non l'hai scritto tu che la sofferenza aiuta?". Avete ragione, ma la sofferenza è comunque sofferenza. A volte è bestiale. Inumana. Ma per fortuna tutto passa. Piano piano tutto passerà. Ne sono consapevole e convinto. Passerà, e quando passerà sarò più forte di prima. Per fortuna c'è chi ti aiuta, chi riesce a strapparti il sorriso nonostante il dolore. Tenetevi strette queste persone, sono le più importanti della vostra vita. Però alla fine dovremo sempre avere a che fare con noi stessi. Perciò ho solo un'ultima cosa da dire. Ce la devo fare. Ce la devo fare perchè non ho alternativa. Ce la devo fare perchè alla fine andrà meglio. Ce la devo fare perchè la sofferenza l'ho programmata. Ce la devo fare per tutti quelli che mi sostengono, che fanno il tifo per me. Perciò voglio rasserenare tutti. Perciò concludo dicendovi che me la caverò.
sabato 19 novembre 2011
Un deserto che conosco
Ora vi parlo di un aspetto dolorosamente positivo dell'esperienza all'estero che io e tanti altri come me stanno facendo. Prima di tutto voglio scusarmi se in questi giorni non ho scritto, ma sono stato molto impegnato e poco ispirato. Quando siamo stressati è sempre meglio riposarsi 5 minuti e poi ripartire, piuttosto che fare tutto in fretta e furia, perchè il risultato potrebbe essere veramente spiacevole. Insomma, mi sono preso le dovute ferie.
Comunque, tornando a noi, oggi in quest'articolo vi parlerò di solitudine. Capita tantissime volte, spessissimo, che io mi senta solo. D'altronde io non sono mai stato un tipo solitario. Per me la compagnia è fondamentale. Eppure devo fare fronte a questo problema. Uno studente all'estero si deve adattare, deve diventare parte del paese in cui vive. Questo processo avviene in maniera graduale, per vari motivi. La lingua, le abitudini diverse, la gente. Bisogna adattarsi a poco a poco. Mentre avviene questo processo (e molto probabilmente anche dopo che questo sia completato) ci si sente soli, estranei. Ci si sente proprio stranieri. E allora ci si troverà di fronte a momenti di profonda riflessione. Non solo sull'esperienza che si sta facendo, ma un po' su tutto. E in questi momenti si soffre, si può veramente soffrire tantissimo. Molti pensano che questi momenti si debbano evitare. Io personalmente non sono d'accordo. Sì, è verò, si soffre. Ma quando mai la sofferenza è sempre stata inutile. E' vero ci sono sofferenze enormi, come la perdita di un caro, da cui, secondo me, non si può trarre niente di positivo. Però questo sofferenza riflessiva è utile. Anzi, utilissima. Serve a conoscere, a conoscersi. E' come se il nostro cervello si automettesse alla prova. E' come se dopo una vita passata interamente a guardare avanti il nostro cervello si mettesse di fronte ad uno specchio. E' come se ci incamminassimo nel parco dietro casa nostra, che non abbiamo mai considerato proprio perchè troppo vicino, proprio per quella voglia di guardare lontano. Tutti pensano di conoscersi, d'altronde tu sei l'unica persona che non ti abbandona mai. E' impossibile non conoscersi. Eppure la gente a volte conosce molto poco di se stesso. Come un deserto. Pieno di sabbia ma allo stesso tempo pieno di niente.
Questi momenti di riflessione e di sofferenza mi hanno aiutato molto in questi tre mesi. Spesso mi hanno buttato giù, ma ogni volta sono riuscito ad alzarmi più forte di prima. Continuando così di certo non smetterò di cadere. Ma quello che conta è che, di certo, niente sarà così grande da lasciarmi attaccato al suolo
Comunque, tornando a noi, oggi in quest'articolo vi parlerò di solitudine. Capita tantissime volte, spessissimo, che io mi senta solo. D'altronde io non sono mai stato un tipo solitario. Per me la compagnia è fondamentale. Eppure devo fare fronte a questo problema. Uno studente all'estero si deve adattare, deve diventare parte del paese in cui vive. Questo processo avviene in maniera graduale, per vari motivi. La lingua, le abitudini diverse, la gente. Bisogna adattarsi a poco a poco. Mentre avviene questo processo (e molto probabilmente anche dopo che questo sia completato) ci si sente soli, estranei. Ci si sente proprio stranieri. E allora ci si troverà di fronte a momenti di profonda riflessione. Non solo sull'esperienza che si sta facendo, ma un po' su tutto. E in questi momenti si soffre, si può veramente soffrire tantissimo. Molti pensano che questi momenti si debbano evitare. Io personalmente non sono d'accordo. Sì, è verò, si soffre. Ma quando mai la sofferenza è sempre stata inutile. E' vero ci sono sofferenze enormi, come la perdita di un caro, da cui, secondo me, non si può trarre niente di positivo. Però questo sofferenza riflessiva è utile. Anzi, utilissima. Serve a conoscere, a conoscersi. E' come se il nostro cervello si automettesse alla prova. E' come se dopo una vita passata interamente a guardare avanti il nostro cervello si mettesse di fronte ad uno specchio. E' come se ci incamminassimo nel parco dietro casa nostra, che non abbiamo mai considerato proprio perchè troppo vicino, proprio per quella voglia di guardare lontano. Tutti pensano di conoscersi, d'altronde tu sei l'unica persona che non ti abbandona mai. E' impossibile non conoscersi. Eppure la gente a volte conosce molto poco di se stesso. Come un deserto. Pieno di sabbia ma allo stesso tempo pieno di niente.
Questi momenti di riflessione e di sofferenza mi hanno aiutato molto in questi tre mesi. Spesso mi hanno buttato giù, ma ogni volta sono riuscito ad alzarmi più forte di prima. Continuando così di certo non smetterò di cadere. Ma quello che conta è che, di certo, niente sarà così grande da lasciarmi attaccato al suolo
sabato 12 novembre 2011
Succo alla pera
Oggi c'è un bel programmino. Gita a Glasgow con poi una successiva uscita ad Edimburgo. L'appuntamento è alle 10 del mattino alla stazione degli autobus a Edimburgo. Sveglia programmata per le 8 e mezza, per arrivare puntuale. Vengo però svegliato prima, da un piacevolissimo messaggio di congratulazioni. Evidentemente questo blog sta andando bene, ne sono molto contento. E allora, con il riposo ormai compromesso, mi preparo e vado a fare colazione. C'è molto silenzio, e io faccio piano per non svegliare nessuno. Apro il frigo e quasi come una visione vedo qualcosa che non mi sarei mai immaginato. Il succo alla pera! Non mi ricordavo quasi più di aver messo nel frigo questo cartone meraviglioso. Mi gusto questa prelibatezza tutta italiana (si, qua non l'hanno) ed esco. Mi faccio un giro per le strade scozzesi. Osservo questi paesaggi così diversi da quelli di casa mia, eppure ormai così familiari. Mi ricordo quando i primi giorni guardavo questi immensi campi, questi prati verdi con gli occhi di un turista. Oggi li guardavo di nuovo e mi sono accorto che non mi hanno fatto lo stesso effetto. Oggi ho guardato tutto con un aria diversa. Come quando guardo il mare. Guardo e penso < Che bello il posto in cui vivo! Quanto è bella casa mia! >
Oggi è successo lo stesso. Oggi in quei magici spazi verdi ho pensato lo stesso. Devo proprio ammetterlo, ormai sono scozzese. Ciò non esclude però la mia italianità. E' come avere un doppio passaporto. Sono nato in Italia, amo l'Italia, ma la Scozia è entrata a fare parte della mia vita.
La giornata a Glasgow è andata abbastanza bene. Una bella cittadina, molto commerciale. Ma si sa, un Exchange Student come me, il cui portafoglio è sempre dolorante, non può di certo essere troppo felice in una città del genere! L'importante comunque è che ci siamo divertiti.
Sono tornato da poco a casa, mi arriva una notizia. Silvio Berlusconi si è dimesso. Ovviamente mi prendo il merito di queste dimissioni. Dopo l'articolo che ho dedicato interamente a lui si è sentito in dovere di dimettersi! Perciò è momento di festeggiare. Propongo un brindisi con successivo sandwich a Troels. Il frigo è quasi vuoto, ma una bevanda c'è sicuro. Cara Scozia e rinata Italia, questo bicchierone di succo alla pera lo dedico a voi!
Oggi è successo lo stesso. Oggi in quei magici spazi verdi ho pensato lo stesso. Devo proprio ammetterlo, ormai sono scozzese. Ciò non esclude però la mia italianità. E' come avere un doppio passaporto. Sono nato in Italia, amo l'Italia, ma la Scozia è entrata a fare parte della mia vita.
La giornata a Glasgow è andata abbastanza bene. Una bella cittadina, molto commerciale. Ma si sa, un Exchange Student come me, il cui portafoglio è sempre dolorante, non può di certo essere troppo felice in una città del genere! L'importante comunque è che ci siamo divertiti.
Sono tornato da poco a casa, mi arriva una notizia. Silvio Berlusconi si è dimesso. Ovviamente mi prendo il merito di queste dimissioni. Dopo l'articolo che ho dedicato interamente a lui si è sentito in dovere di dimettersi! Perciò è momento di festeggiare. Propongo un brindisi con successivo sandwich a Troels. Il frigo è quasi vuoto, ma una bevanda c'è sicuro. Cara Scozia e rinata Italia, questo bicchierone di succo alla pera lo dedico a voi!
giovedì 10 novembre 2011
Papà
Mi manca mio padre. Mi manca tantissimo. L'uomo che più mi vuole bene a questo mondo. Quello che a casa non si vedeva molto, ma quando si vedeva era sempre una festa. E ora che viviamo in due case separate ogni volta è una festa ancora più grande. Il mio papà, quello con cui litigo animatamente, ma con cui in fondo mi trovo benissimo. Sinceramente non riesco ad immaginare un padre migliore di lui. Eppure i suoi difetti li ha. Anche tanti. Ma sono orgoglioso di lui.
Lui che fin da piccolo mi portava allo stadio, che mi faceva divertire. Ogni anno io e lui andiamo in giro per l'Europa e ogni volta mi rende orgoglioso di me dicendomi < Sei il miglior compagno di viaggio che si possa avere>. E fidatevi lui viaggia tanto. Quando io ero piccolo e a volte stava via per un mese intero, io andavo da mia madre piangendo e dicevo: < Mi manca papà>. Non so se mamma glielo abbia mai detto. Ma la cosa più bella di mio padre e che dedica l'anima intera a me. Anche se non me ne accorgo, anche se lui a volte cerca di nascondere o semplicemente non vuole mostrare apertamente che sta facendo qualcosa per il mio bene. In realtà io me ne accorgo. E' impossibile non accorgersene. Alla fine si nota che lui sta sempre dalla mia parte. Anche se contro di me ci fossero milioni e milioni di persone, lui sarebbe là a combattere con me. Ma anche se non lo facesse, anche se non fosse vero, io sarei felice di lui, perchè con lui mi trovo bene. Mi trovo bene quando siamo sbracati sul divano a mangiarci un hamburger e guardarci le partite. Quando andiamo alla panineria semplicemente per stare insieme. Quando ci mettiamo in macchina e andiamo in giro per Palermo, a goderci la vita. Un giorno avevo una partita di calcio con la mia squadra e segretamente mio padre è venuto a vedermi. Mentre guardava la partita si è messo a scrivere. A scrivere un articolo, su di me. L'articolo più bello che abbia mai scritto nella sua vita. Perciò papà ma sappi che questo è un articolo di risposta a quello che tu hai scritto un anno fa, e che è ancora appeso nella mia camera a Palermo. Capisco che la qualità non è delle migliori, d'altronde io sono solo uno che ha ereditato i geni di un grandissimo professionista e di un uomo meraviglioso, il migliore di tutti. Io comunque nel scrivere questo articolo ce l'ho messa tutta. E per chiudere alla tua maniera diamo le pagelle.
Massimo Norrito: voto 10, ti voglio bene papà. Grazie di tutto
Lui che fin da piccolo mi portava allo stadio, che mi faceva divertire. Ogni anno io e lui andiamo in giro per l'Europa e ogni volta mi rende orgoglioso di me dicendomi < Sei il miglior compagno di viaggio che si possa avere>. E fidatevi lui viaggia tanto. Quando io ero piccolo e a volte stava via per un mese intero, io andavo da mia madre piangendo e dicevo: < Mi manca papà>. Non so se mamma glielo abbia mai detto. Ma la cosa più bella di mio padre e che dedica l'anima intera a me. Anche se non me ne accorgo, anche se lui a volte cerca di nascondere o semplicemente non vuole mostrare apertamente che sta facendo qualcosa per il mio bene. In realtà io me ne accorgo. E' impossibile non accorgersene. Alla fine si nota che lui sta sempre dalla mia parte. Anche se contro di me ci fossero milioni e milioni di persone, lui sarebbe là a combattere con me. Ma anche se non lo facesse, anche se non fosse vero, io sarei felice di lui, perchè con lui mi trovo bene. Mi trovo bene quando siamo sbracati sul divano a mangiarci un hamburger e guardarci le partite. Quando andiamo alla panineria semplicemente per stare insieme. Quando ci mettiamo in macchina e andiamo in giro per Palermo, a goderci la vita. Un giorno avevo una partita di calcio con la mia squadra e segretamente mio padre è venuto a vedermi. Mentre guardava la partita si è messo a scrivere. A scrivere un articolo, su di me. L'articolo più bello che abbia mai scritto nella sua vita. Perciò papà ma sappi che questo è un articolo di risposta a quello che tu hai scritto un anno fa, e che è ancora appeso nella mia camera a Palermo. Capisco che la qualità non è delle migliori, d'altronde io sono solo uno che ha ereditato i geni di un grandissimo professionista e di un uomo meraviglioso, il migliore di tutti. Io comunque nel scrivere questo articolo ce l'ho messa tutta. E per chiudere alla tua maniera diamo le pagelle.
Massimo Norrito: voto 10, ti voglio bene papà. Grazie di tutto
mercoledì 9 novembre 2011
La città della fabbrica e del mare
Oggi vi racconto una favola. Esiste una città con un mare bellissimo, con una spiaggia meravigliosa, un lungomare coperto di ristorantini e bar dove si mangia benissimo, dove la gente passa felicemente la propria vita. Questa spiaggia è anche una grande località turistica, visitata da tutte le parti del mondo. Sempre nella stessa città vi sono delle fabbriche, c'è un punto industriale, che produce molti soldi e fa in modo che la città si arricchisca. Anche la zona industriale è molto conosciuta, tutti vogliono fare affari con gli imprenditori della fabbrica. La vita nella città va avanti così, le fabbriche arricchiscono la città e fanno in modo che la zona balneare, la zona turistica diventi sempre più bella. Diventando sempre più bella la zona turistica viene visitata sempre di più e quindi sempre più persone vengono a conoscenza della fabbrica e sempre più persone investono e comprano. Si sa, una città del genere non si trova da nessuna parte. Chi ha nello stesso posto una zona industriale e una zona turistica così importante? Gli operai delle fabbriche sono felici di lavorare per la propria città, sono felici di vedere la propria città diventare ogni giorno più bella. Sono felici quando stendono il loro telo in spiaggia e si immergono nell'acqua della loro città. E poi sono felici perchè anche la zona industriale alla fine è molto bella. Ricca di negozi importanti, un formidabile centro della moda. Insomma, hanno da essere fieri.
E quelli che abitano vicino al mare pensano sempre: <Ma come faremmo senza la fabbrica?> e allo stesso modo gli operai dicono < Ma come sarebbe la nostra città senza il mare?>E ora voi penserete < Ma quanto sarebbe bello vivere in una città del genere!>. Ho una bella notizia, ci vivete già. Questa città si chiama Italia. Ma ho anche una brutta notizia da darvi. Purtroppo questa è solo una favola.
Però ho un'altra bella notizia. Con qualche aggiustamento, questa favola potrebbe diventare realtà.
E quelli che abitano vicino al mare pensano sempre: <Ma come faremmo senza la fabbrica?> e allo stesso modo gli operai dicono < Ma come sarebbe la nostra città senza il mare?>E ora voi penserete < Ma quanto sarebbe bello vivere in una città del genere!>. Ho una bella notizia, ci vivete già. Questa città si chiama Italia. Ma ho anche una brutta notizia da darvi. Purtroppo questa è solo una favola.
Però ho un'altra bella notizia. Con qualche aggiustamento, questa favola potrebbe diventare realtà.
lunedì 7 novembre 2011
Fanno ridere
Guardate la foto. La prima pagina del principale quotidiano scozzese è dedicata a lui. Si proprio al nostro premier! Bene, nel momento in cui ho visto la pagina avrei tanto voluto non essere a conoscenza di cosa ci fosse scritto. Un italiano che non sa l'inglese potrebbe pensare <Guarda che bello! Parlano dell'Italia anche in Scozia! Ci dedicano addirittura tutta la prima pagina!>.
Sfortunatamente però io l'inglese lo conosco e so cosa c'è scritto accanto: "Veramente vi fidereste di quest'uomo per salvarci tutti dalla catastrofe finanziaria?" "Ora gli occhi del mondo sono tutti rivolti verso il gigantesco debito dell'Italia, ma Berlusconi rifiuta gli inviti a mettersi da parte e dichiara: "Va tutto bene"".
Caro presidente, io sono italiano, vivo all'estero e le assicuro che non va tutto bene. Signor presidente, mi dispiace tanto informarle che va tutto abbastanza male. Eh si signor presidente, è facile accorgersi che va tutto male. Proprio per questo le vorrei raccontare un aneddoto. Qua studio una materia molto interessante, si chiama business & management. In pratica durante le ore di lezione studiamo come avere successo con un impresa, miglioriamo le abilità di comando a lavoro e parliamo anche di attualità, inerente alla materia. Bene, da una settimana stiamo parlando della situazione economica in Europa. Signor presidente, da una settimana parliamo solo di Italia e Grecia. Il nostro professore si limita a dire quello che pensa, ha quattro italiani in classe (Italiani validi, non come lei). Se questi quattro italiani non ci fossero, se solo non ci fossero! Sa quanti insulti avrebbe ricevuto signor presidente!? Comunque credo che non le farà piacere sapere di cosa abbiamo parlato, per cui le racconto tutto. Praticamente abbiamo iniziato il nuovo argomento parlando delle ultime news. Le trascrivo una sezione dei miei appunti che sicuramente non le piacerà:
What is going on in italy?
Si porti via Bossi, il più a nord possibile da noi. Sa com'è, per farlo sentire a suo agio non per altro. E non facciamo che ci lascia il "trota" eh! Si porti via il pacchetto completo.
Si porti via La Russa, con i suoi investimenti per la difesa. Certo, perchè un paese in crisi ha bisogno di comprare jet e caccia. Per non parlare delle 19 Maserati blindate! Guardi presidente, ora che ci penso una Maserati me la potrebbe lasciare. Ne sarei molto contento.
Si porti via anche Alfano, perchè una legge potrebbe sempre tornarle utile. Non si può mai sapere cosa può accadere ancora. Si sa, tutti i nodi vengono al pettine, anche se è avvenuto un trapianto.
Si porti via la Gelmini. La prego, se la porti via! Alla velocità del neutrino! Però mi raccomando, prima le costruisca un tunnel, lei ci tiene.
Si porti via anche gli oppositori incapaci, tutti quelli che invece di aiutare hanno cercato di farla cadere. Perchè presidente, in ogni nazione, dopo le elezioni, chi vince è al comando, chi perde si mette da parte. O quanto meno collabora con il nuovo governo. L'opposizione esiste solo in Italia e ciò non è un bene.
Andatevene tutti quanti, perchè forse, andandovene voi, emergeranno nuovi talenti, nuovi italiani, che restituiranno alla nostra nazione il proprio nome.
Per concludere dico soltanto che oramai facciamo ridere tutti. Anzi, mi correggo, fanno ridere tutti. E dico fanno perchè personalmente io faccio di tutto per la mia patria, tutto ciò che mi è possibile. Dico fanno perchè non ho la libertà di giudicare te che hai letto questo post. Ho solo una cosa da dire a te. Fai tutto ciò che ti è possibile per la tua patria. Non stare lì seduto a pensare che tanto governano loro e tu non c'entri niente. Tu sei il diretto interessato, tu sei quello che può cambiare questo paese. Sì, perchè tu sei più italiano di loro.
Sfortunatamente però io l'inglese lo conosco e so cosa c'è scritto accanto: "Veramente vi fidereste di quest'uomo per salvarci tutti dalla catastrofe finanziaria?" "Ora gli occhi del mondo sono tutti rivolti verso il gigantesco debito dell'Italia, ma Berlusconi rifiuta gli inviti a mettersi da parte e dichiara: "Va tutto bene"".
Caro presidente, io sono italiano, vivo all'estero e le assicuro che non va tutto bene. Signor presidente, mi dispiace tanto informarle che va tutto abbastanza male. Eh si signor presidente, è facile accorgersi che va tutto male. Proprio per questo le vorrei raccontare un aneddoto. Qua studio una materia molto interessante, si chiama business & management. In pratica durante le ore di lezione studiamo come avere successo con un impresa, miglioriamo le abilità di comando a lavoro e parliamo anche di attualità, inerente alla materia. Bene, da una settimana stiamo parlando della situazione economica in Europa. Signor presidente, da una settimana parliamo solo di Italia e Grecia. Il nostro professore si limita a dire quello che pensa, ha quattro italiani in classe (Italiani validi, non come lei). Se questi quattro italiani non ci fossero, se solo non ci fossero! Sa quanti insulti avrebbe ricevuto signor presidente!? Comunque credo che non le farà piacere sapere di cosa abbiamo parlato, per cui le racconto tutto. Praticamente abbiamo iniziato il nuovo argomento parlando delle ultime news. Le trascrivo una sezione dei miei appunti che sicuramente non le piacerà:
What is going on in italy?
- Italy is plagued by poor regulation
- An ageing population
- Weak investments
- 0,75 annual economic growth rate over the paste 15 years
- L'italia è afflitta da un governo scarso (non se la senta, signor presidente, mi è stato dettato come dato, non come parere. Quando parliamo di attualità ci basiamo su dati, non pareri, come è giusto che sia. Però sappia che se non mi fosse stato consegnato come dato ma come parere sarei stato assolutamente d'accordo)
- L'età media della popolazione è molto alta
- Scarsi investimenti
- Tasso di crescita economica annuale pari a 0,75 negli ultimi 15 anni ( lei è entrato in carica nel 1994 per la prima volta se non sbaglio, è vero!?)
Si porti via Bossi, il più a nord possibile da noi. Sa com'è, per farlo sentire a suo agio non per altro. E non facciamo che ci lascia il "trota" eh! Si porti via il pacchetto completo.
Si porti via La Russa, con i suoi investimenti per la difesa. Certo, perchè un paese in crisi ha bisogno di comprare jet e caccia. Per non parlare delle 19 Maserati blindate! Guardi presidente, ora che ci penso una Maserati me la potrebbe lasciare. Ne sarei molto contento.
Si porti via anche Alfano, perchè una legge potrebbe sempre tornarle utile. Non si può mai sapere cosa può accadere ancora. Si sa, tutti i nodi vengono al pettine, anche se è avvenuto un trapianto.
Si porti via la Gelmini. La prego, se la porti via! Alla velocità del neutrino! Però mi raccomando, prima le costruisca un tunnel, lei ci tiene.
Si porti via anche gli oppositori incapaci, tutti quelli che invece di aiutare hanno cercato di farla cadere. Perchè presidente, in ogni nazione, dopo le elezioni, chi vince è al comando, chi perde si mette da parte. O quanto meno collabora con il nuovo governo. L'opposizione esiste solo in Italia e ciò non è un bene.
Andatevene tutti quanti, perchè forse, andandovene voi, emergeranno nuovi talenti, nuovi italiani, che restituiranno alla nostra nazione il proprio nome.
Per concludere dico soltanto che oramai facciamo ridere tutti. Anzi, mi correggo, fanno ridere tutti. E dico fanno perchè personalmente io faccio di tutto per la mia patria, tutto ciò che mi è possibile. Dico fanno perchè non ho la libertà di giudicare te che hai letto questo post. Ho solo una cosa da dire a te. Fai tutto ciò che ti è possibile per la tua patria. Non stare lì seduto a pensare che tanto governano loro e tu non c'entri niente. Tu sei il diretto interessato, tu sei quello che può cambiare questo paese. Sì, perchè tu sei più italiano di loro.
sabato 5 novembre 2011
La distanza non esiste
Studi recenti ( fatti da me ) dimostrano che il pianeta terra sta diventando sempre più piccolo. Non in senso proprio però, la circonferenza è sempre la stessa. Sarebbe giusto dire che l'uomo è diventato più veloce. Pensateci bene. In questo momento io sto trasmettendo questo post su internet, che poi verrà letto in Italia ed in altri paesi del mondo. Io sono così veloce da girare il mondo in pochi secondi, senza mai muovermi. Ma non sono solo io. Pure tu quando usi skype. E tu, quando invii un sms. E anche tu, quando metti le tue foto su internet. Siamo velocissimi, imprendibili. Bene o male? Ci sono pro e contro.
I pro sono molti. Dove saremmo senza l'invenzione del cellulare? Ora la gente non può farne più a meno, è indispensabile. Per non parlare di quanto sono veloci i mezzi di trasporto. Da Palermo a Milano ad esempio c'è soltanto un'ora d'aereo. Un tempo ci si meravigliava per chi riusciva a compiere il giro del mondo in 80 giorni, ora, in 80 giorni, hai il tempo di prenderti un caffè sulla luna per poi tornare a casa con qualche giorno d'anticipo.
Il contro è solo uno dal mio punto di vista: la realtà. Uno schermo ad esempio non rappresenta la realtà, non rappresenta la magia dell'incontro con un amico. Non puoi abbracciare una persona dietro uno schermo, non puoi neanche prenderla a schiaffi. Ma puoi comunque essere lì, sostenere una persona sempre e comunque. Anche se si è a chilometri di distanza. Anche perchè in fondo la distanza non esiste più. Quello che esiste ancora è la magia dell'incontro. E spero che questa non si estingua mai.
Ed è per questo che dedico questo alle persone più care. Per fare sapere a tutti che io ci sono, ma non mi vedete. Parlo, ma non mi sentite. Ma questo non è importante, perchè vi sosterrò con tutti i miei mezzi. Non vedo l'ora di riabbracciarvi. E, con questa piccola parentesi sentimentale, passo e chiudo.
I pro sono molti. Dove saremmo senza l'invenzione del cellulare? Ora la gente non può farne più a meno, è indispensabile. Per non parlare di quanto sono veloci i mezzi di trasporto. Da Palermo a Milano ad esempio c'è soltanto un'ora d'aereo. Un tempo ci si meravigliava per chi riusciva a compiere il giro del mondo in 80 giorni, ora, in 80 giorni, hai il tempo di prenderti un caffè sulla luna per poi tornare a casa con qualche giorno d'anticipo.
Il contro è solo uno dal mio punto di vista: la realtà. Uno schermo ad esempio non rappresenta la realtà, non rappresenta la magia dell'incontro con un amico. Non puoi abbracciare una persona dietro uno schermo, non puoi neanche prenderla a schiaffi. Ma puoi comunque essere lì, sostenere una persona sempre e comunque. Anche se si è a chilometri di distanza. Anche perchè in fondo la distanza non esiste più. Quello che esiste ancora è la magia dell'incontro. E spero che questa non si estingua mai.
Ed è per questo che dedico questo alle persone più care. Per fare sapere a tutti che io ci sono, ma non mi vedete. Parlo, ma non mi sentite. Ma questo non è importante, perchè vi sosterrò con tutti i miei mezzi. Non vedo l'ora di riabbracciarvi. E, con questa piccola parentesi sentimentale, passo e chiudo.
Christian e Bomba
Io amo il Palermo. Amo il rosa e il nero della sua maglia. E' la mia squadra del cuore, da sempre e per sempre. Mi ricordo ad esempio l'ultima stagione dell'era sensi. Che bella squadra, quante emozioni! I giocatori e le loro imprese sono ancora impressi nella mia mente. Il capitano Di Donato, i gol di La Grotteria e Mascara (prima che passasse dal lato nemico), il mitico Bomba. La prima partita allo stadio la vidi quella stagione. Mi ricordo che un sera sono venuti a cena a casa mia Davide Bombardini e Christian La Grotteria. Non mi potrò mai scordare quel giorno. Io che non riuscivo a parlare dall'emozione. I miei idoli a casa mia. I miei idoli stanno cenando con me. Mi ricordo ancora ad esempio che dopo ci siamo messi a fare quattro palleggi dentro casa. Bomba mi ha detto di mettermi in porta (ovvero tra due sedie accostate al muro). Bombardini posiziona la palla sul dischetto... Parte il tiro... Fuori!
Veramente una bellissima serata. Tutt'ora me la ricordo come fosse ieri. E ciò è accaduto nel 2001.
L'anno successivo è un anno pieno di rivoluzioni. Infatti la squadra viene rilevata dall'attuale presidente, Maurizio Zamparini. Cambia tutto. Bomba se ne va. Io ci rimango malissimo, veramente male. Ma comunque sono felice perchè questa sarà una delle stagioni più entusiasmanti del Palermo. Infatti il finale di stagione di quel maledetto 2002-2003 se lo ricorderanno in tanti. Ultime tre giornate. Il Palermo deve battere prima l'Ascoli e poi il Verona, per poi vincere lo scontro diretto contro il Lecce per posizionarsi quarto e quindi ottenere la promozione in serie A. Inizia tutto con il Ascoli. Apre le marcature Zauli, pareggiano gli ascolani. Manca poco alla fine e sembra proprio che il Palermo stia cadendo già alla prima tappa. Ma al 90esimo Di Napoli insacca il pallone in rete e rimette in corsa i rosa. La partita con l'Hellas fila liscia. Un secco 2 a 0 con doppietta di Lamberto Zauli. Quindi ecco che arriviamo alla partita della verità.
venerdì 4 novembre 2011
False notizie
Anticipo subito che sto scrivendo questo post con molta rabbia. Tantissima rabbia. Sono successi tre fatti che hanno colpito il mondo dello sport negli ultimi giorni: la morte di Simoncelli, il problema all'occhio di Gattuso e l'ictus di Cassano. Bene, tutte e tre sono delle cose terribili, tremende.
Eppure la gente cosa ha il coraggio di fare!? Si, la gente anche in questi momenti molto delicati si mette a sparare minchiate. Perchè tra le tante cose che si possono dire, tra tutte le manifestazioni d'affetto dei tifosi nei confronti dei loro beniamini, spunta qualche idiota che inventa delle false notizie. Simoncelli muore, Rossi si ritira. Gattuso da l'addio al calcio, lo conferma il suo medico. Ovviamente tutto ciò è falso! Ma perchè? Qualcuno mi sa spiegare perchè c'è gente che mette in giro certe notizie? Non so proprio rispondere a questa domanda. Fin quando si parla di calciomercato, di formazione, va bene, potete sparare tutte le minchiate che volete. Ma su questo non si scherza, non lo tollero! Ancora non si sà se Gattuso tornerà, ne quando tornerà. Non siete nè giornalisti, nè medici, nè dirigenti sportivi. Siete solo degli idioti che si divertono a giocare con le vite e le carriere degli altri. Non tormentate questi grandi campioni e i loro tifosi. Abbiate del buon senso. Perchè invece di "annunciare" il peggio, non sperate per il meglio?
Eppure la gente cosa ha il coraggio di fare!? Si, la gente anche in questi momenti molto delicati si mette a sparare minchiate. Perchè tra le tante cose che si possono dire, tra tutte le manifestazioni d'affetto dei tifosi nei confronti dei loro beniamini, spunta qualche idiota che inventa delle false notizie. Simoncelli muore, Rossi si ritira. Gattuso da l'addio al calcio, lo conferma il suo medico. Ovviamente tutto ciò è falso! Ma perchè? Qualcuno mi sa spiegare perchè c'è gente che mette in giro certe notizie? Non so proprio rispondere a questa domanda. Fin quando si parla di calciomercato, di formazione, va bene, potete sparare tutte le minchiate che volete. Ma su questo non si scherza, non lo tollero! Ancora non si sà se Gattuso tornerà, ne quando tornerà. Non siete nè giornalisti, nè medici, nè dirigenti sportivi. Siete solo degli idioti che si divertono a giocare con le vite e le carriere degli altri. Non tormentate questi grandi campioni e i loro tifosi. Abbiate del buon senso. Perchè invece di "annunciare" il peggio, non sperate per il meglio?
giovedì 3 novembre 2011
Talè a Wikipedia!
Ragazzi, per noi studenti Italiani sono tempi duri. Ebbene si, Wikipedia rischia di chiudere. Chi non ha mai cercato qualcosa su Wikipedia? Chi non ha mai fatto una ricerca "copia e incolla" da Wikipedia? La più moderna enciclopedia, la bibbia del sapere per noi studenti, rischia di essere oscurata in lingua italiana. Lasciamo stare i motivi per cui il sito web è a rischio, quelli sono i soliti errori dei nostri governanti. Parlando sempre di loro poi si cade nella monotonia. Quello che importa è trovare una soluzione.
Ragazzi preparatevi ad esultare, perchè ho una bella notizia da darvi. Ho trovato la soluzione!
Bisogna imparare il siciliano! Sì, è l'unica soluzione che ho trovato, ma è comunque una soluzione fantastica. Vi spiego meglio. Se scorrete tra le lingue in cui l'enciclopedia è disponibile potrete notare come sia presente tra tutte le lingue del mondo anche il "sicilianu". Andate nell'home page di Wikipedia in sicilianu e notate con orgoglio come il "www" sia diventato "scn". Sfogliate la nostra "enciclopedia libbira". Ammirate una delle tante "paggine ammuzzu". Wikipedia in siciliano rimane la nostra unica salvezza.
Inglese? Cinese? Spagnolo? Ma quando mai! Per sfondare in Italia e nel mondo bisogna imparare il siciliano! A breve potrebbe diventare più diffuso dell'italiano. E nuatri siciliani partemo n'anticchia chiù avanti di tutti l'avutri!
mercoledì 2 novembre 2011
Ricordiamo
2 novembre, giorno dei morti. Mi sembra giusto che oggi si ricordi della gente che ha lasciato questo nostro mondo. Soprattutto ricordare chi l'ha lasciato con coraggio, con onore, con la consapevolezza di aver lasciato una grande impronta. Ma anche chi questo mondo l'ha lasciato improvvisamente e sciaguratamente, lasciando un vuoto a noi, abitanti di questo mondo.
Ricordiamo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uccisi nella lotta contro la mafia. Loro, armati di coraggio e di buoni propositi hanno cercato in tutti i modi possibili di distruggere il mondo mafioso. Sono stati così bravi nel loro lavoro che la mafia si è trovata costretta ad eliminarli. Ma la loro impronta è grande quanto tutta la Sicilia e le loro idee galleggiano ancora nelle nostre teste, quelle di noi siciliani veri.
Ricordiamo Simoncelli, un ragazzo che a soli 24 anni ha perso la vita in sella alla propria moto. L'amicone di Valentino Rossi, il Sic, che con la sua simpatia e la sua velocità ha conquistato l'Italia intera.
Ricordiamo l'ispettore Raciti, morto durante quel maledetto Catania-Palermo. Ricordiamolo perchè quella sera abbiamo avuto una nuova conferma che il calcio, lo sport più bello del mondo, ha comunque dietro le quinte dei campi un mondo pieno di truffa e violenza. Il calcio è il gol, il rigore, il cartellino rosso, la vittoria, la passione. Purtroppo oggi non è più così. A tale proposito ricordiamo tutti i ragazzi morti dentro una curva.
Ricordiamo Pino Puglisi. Il parroco che per colpa del troppo amare è diventato bersaglio della mafia. Ucciso sotto la propria casa il giorno del suo compleanno. E qua mi chiedo, ma fin dove può arrivare la crudeltà dell'uomo?
Ricordiamo John Lennon, Michael Jackson, Lucio Battisti e tutti gli altri grandi artisti della musica. Artisti che vivono tutt'ora nelle nostre orecchie e, perchè no, nei nostri cuori.
Ricordiamo Peppino Impastato, anche lui ucciso dalla mafia. Figlio di un mafioso scappa da casa e apre una radio autofinanziata. Trasmettendo da Cinisi a Palermo, denuciava i crimini della mafia. Successivamente si candida alla carica di sindaco di Cinisi, ma, poco dopo, lo fanno fuori. L'importante alla fine è che Peppino ha vinto. Sì ha vinto, perchè alla fine delle elezioni fu comunque eletto simbolicamente come sindaco di Cinisi.
E per concludere ricordo mio nonno, morto quando io ero piccolo, molto piccolo. Ma nonostante ciò il suo ricordo è ancora impresso nella mia mente, indelebile. E spero che sia fiero di me, spero proprio che lui sia soddisfatto di me, di quello che sto facendo e di come lo sto facendo. Spero che nei momenti più difficili di questa esperienza lui possa essere accanto a me. Per questo dedico questo post a lui, un uomo che nonostante mi abbia conosciuto per poco tempo mi ha voluto un bene immenso. Mio nonno.
Ricordiamo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uccisi nella lotta contro la mafia. Loro, armati di coraggio e di buoni propositi hanno cercato in tutti i modi possibili di distruggere il mondo mafioso. Sono stati così bravi nel loro lavoro che la mafia si è trovata costretta ad eliminarli. Ma la loro impronta è grande quanto tutta la Sicilia e le loro idee galleggiano ancora nelle nostre teste, quelle di noi siciliani veri.
Ricordiamo Simoncelli, un ragazzo che a soli 24 anni ha perso la vita in sella alla propria moto. L'amicone di Valentino Rossi, il Sic, che con la sua simpatia e la sua velocità ha conquistato l'Italia intera.
Ricordiamo l'ispettore Raciti, morto durante quel maledetto Catania-Palermo. Ricordiamolo perchè quella sera abbiamo avuto una nuova conferma che il calcio, lo sport più bello del mondo, ha comunque dietro le quinte dei campi un mondo pieno di truffa e violenza. Il calcio è il gol, il rigore, il cartellino rosso, la vittoria, la passione. Purtroppo oggi non è più così. A tale proposito ricordiamo tutti i ragazzi morti dentro una curva.
Ricordiamo Pino Puglisi. Il parroco che per colpa del troppo amare è diventato bersaglio della mafia. Ucciso sotto la propria casa il giorno del suo compleanno. E qua mi chiedo, ma fin dove può arrivare la crudeltà dell'uomo?
Ricordiamo John Lennon, Michael Jackson, Lucio Battisti e tutti gli altri grandi artisti della musica. Artisti che vivono tutt'ora nelle nostre orecchie e, perchè no, nei nostri cuori.
Ricordiamo Peppino Impastato, anche lui ucciso dalla mafia. Figlio di un mafioso scappa da casa e apre una radio autofinanziata. Trasmettendo da Cinisi a Palermo, denuciava i crimini della mafia. Successivamente si candida alla carica di sindaco di Cinisi, ma, poco dopo, lo fanno fuori. L'importante alla fine è che Peppino ha vinto. Sì ha vinto, perchè alla fine delle elezioni fu comunque eletto simbolicamente come sindaco di Cinisi.
E per concludere ricordo mio nonno, morto quando io ero piccolo, molto piccolo. Ma nonostante ciò il suo ricordo è ancora impresso nella mia mente, indelebile. E spero che sia fiero di me, spero proprio che lui sia soddisfatto di me, di quello che sto facendo e di come lo sto facendo. Spero che nei momenti più difficili di questa esperienza lui possa essere accanto a me. Per questo dedico questo post a lui, un uomo che nonostante mi abbia conosciuto per poco tempo mi ha voluto un bene immenso. Mio nonno.
martedì 1 novembre 2011
Meglio del moment
Non so se vi è mai capitato di essere nervosi e felici allo stesso tempo. Come quando un mal di testa bestiale vi tormenta e, nonostante ciò, avete la forza di sorridere e di "babbiare"(non ho ancora trovato una traduzione italiana di questo termine). Bene, il mio stato d'animo durante la prima settimana in Scozia è descrivibile solo in questo modo. Ero in preda ad una felicità nervosa. Ero confuso e felice allo stesso tempo. Non sapevo le strade che prendevo ma ero felice (e non c'è niente di metaforico in questa affermazione. Mi sono perso un bel po' di volte in questo paesino!). E quindi non mi resta altro che raccontarvi.
Mi sveglio, doccia e poi colazione. Cornflakes con latte e fette di pane con burro. Mi lascio trasportare da Troels e vado a fare un po' di hiking sulle Pentlands di prima mattina. Faticoso, tremendamente faticoso. Però quando alla fine della "scalata" capisci che ne è valsa la pena. Che vista! Incredibile! Comunque sia, non sono più andato a fare hiking. Ribadisco, è stato molto bello. Ma sinceramente preferisco una bella partita di pallone, magari giocata con una bella maglia rosanero.
Torniamo per pranzo, zuppa e mal di pancia. <Ma che roba è?> penso tra me e me. Il cibo non prometteva bene. E in effetti non si è smentito fino ad ora.
Nonostante un dolore fortissimo alla testa vado a farmi un giro a Loanhead. Un ristorante italiano, l'ufficio postale, supermercato, parco, piscina, libreria.. Insomma, un paesino che ha il necessario per vivere e forse anche qualche cosina in più. Ritorno a casa e dopo un po' la cena è pronta. <Ma sono le 7!> non avevo ancora realizzato. Quindi mangio ciò che si trova nel mio piatto. Sinceramente, dopo 2 mesi e mezzo, non ho ancora capito cosa io abbia mangiato quella sera. L'importante è che sono sano e salvo ancora oggi.
Il mio primo giorno è andato così. Non ho fatto niente di particolare quella sera. Non è affatto stato un primo giorno entusiasmante. Ero troppo nervoso, troppo concentrato a ripetere a me stesso che sarebbe andato tutto bene. Mi stavo autodistruggendo con i pensieri. Persino il moment non poteva fare niente.
La prima parte della settimana scorre tutta in questo modo. Nervoso ma felice. Consapevole che le cose sarebbero andate meglio, ma comunque troppo impaziente per aspettare che cambino. Poi la svolta.
Incontro Olimpia, palermitana come me, a Loanhead come me. Una ragazza che in pochissimo tempo sarebbe diventata una mia carissima amica. Andiamo a Edimburgo con un gruppo di ragazzi spagnoli, Troels e Anne, la sua host sister tedesca. Vediamo la città per la prima volta, andiamo fuori a cena, i più esperti ci spiegano l'essenziale da sapere su Edimburgo. Insomma, ci divertiamo.
Nel tragitto di ritorno ero felice, molto felice. Per la prima volta mi era passato il mal di testa. In un act!!
Mi sveglio, doccia e poi colazione. Cornflakes con latte e fette di pane con burro. Mi lascio trasportare da Troels e vado a fare un po' di hiking sulle Pentlands di prima mattina. Faticoso, tremendamente faticoso. Però quando alla fine della "scalata" capisci che ne è valsa la pena. Che vista! Incredibile! Comunque sia, non sono più andato a fare hiking. Ribadisco, è stato molto bello. Ma sinceramente preferisco una bella partita di pallone, magari giocata con una bella maglia rosanero.
Torniamo per pranzo, zuppa e mal di pancia. <Ma che roba è?> penso tra me e me. Il cibo non prometteva bene. E in effetti non si è smentito fino ad ora.
Nonostante un dolore fortissimo alla testa vado a farmi un giro a Loanhead. Un ristorante italiano, l'ufficio postale, supermercato, parco, piscina, libreria.. Insomma, un paesino che ha il necessario per vivere e forse anche qualche cosina in più. Ritorno a casa e dopo un po' la cena è pronta. <Ma sono le 7!> non avevo ancora realizzato. Quindi mangio ciò che si trova nel mio piatto. Sinceramente, dopo 2 mesi e mezzo, non ho ancora capito cosa io abbia mangiato quella sera. L'importante è che sono sano e salvo ancora oggi.
Il mio primo giorno è andato così. Non ho fatto niente di particolare quella sera. Non è affatto stato un primo giorno entusiasmante. Ero troppo nervoso, troppo concentrato a ripetere a me stesso che sarebbe andato tutto bene. Mi stavo autodistruggendo con i pensieri. Persino il moment non poteva fare niente.
La prima parte della settimana scorre tutta in questo modo. Nervoso ma felice. Consapevole che le cose sarebbero andate meglio, ma comunque troppo impaziente per aspettare che cambino. Poi la svolta.
Incontro Olimpia, palermitana come me, a Loanhead come me. Una ragazza che in pochissimo tempo sarebbe diventata una mia carissima amica. Andiamo a Edimburgo con un gruppo di ragazzi spagnoli, Troels e Anne, la sua host sister tedesca. Vediamo la città per la prima volta, andiamo fuori a cena, i più esperti ci spiegano l'essenziale da sapere su Edimburgo. Insomma, ci divertiamo.
Nel tragitto di ritorno ero felice, molto felice. Per la prima volta mi era passato il mal di testa. In un act!!
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