Scrivo questo articolo dopo avere visto Goal 2. Consiglio vivamente la visione. Una sera mi trovavo a casa di mio padre. Mi dice "Oggi ho trovato un film molto bello, penso che ti piacerà!". Quel film si chiamava Goal. Che film! Parla di un ragazzo, Santiago Munez. Un messicano emigrato negli U.S.A che viene scoperto da un talent scout. Il ragazzo verrà catapultato dalla miseria più totale (non avendo i soldi per dei parastinchi usa dei pezzi di cartone) alla sua nuova vita da calciatore a Newcastle.
L'indomani è uno dei tanti giorni di scuola media. Anche se ora che ricordo non era uno dei tanti. Perchè quello era il giorno della partita. C'è da dirlo, ora siamo cresciuti. Ormai vediamo quella partita e non ce ne frega più niente. Ma ai tempi non era così. Cavolo, avremmo dato tutto per quella partita, per vincerla! Era la partita del campionato delle medie, quella che, in caso di vittoria, ci avrebbe coronato campioni. E allora scendiamo in campo, con le nostre magliette blu. C'è una breve consultazione tra me, vicecapitano e Giuliano, capitano e mio amico da una vita. Un fratello, che da sempre calca i campetti di calcio con me. Anche se lui è leggermente molto più talentuoso. Fischio di inizio. La partita è sofferta da entrambe le parti. Siamo inchiodati sul 3 a 3. Manca poco alla fine. Ad un certo punto la svolta. Il difensore sbaglia il retropassaggio. Io sbuco da dietro e riesco a raggiungere la palla prima del portiere. Piccolo tocco alla palla, goal. Mi sono sentito morire. Ho buttato tutto fuori nell'esultare, prima che tutti mi venissero addosso. Un goal che verrà poi definito il giorno dopo "Alla Pippo Inzaghi" in classe. Dopo qualche secondo, la squadra avversaria si butta in avanti e noi, approfittando di questa occasione, ne facciamo un altro. All'ultimo gol coincide il fischio finale. Abbiamo vinto! Abbiamo vinto all'ultimo minuto! Finalmente siamo campioni.
Guardando oggi quel torneo era cosa da poco.. O forse no? Forse è colpa di quel pallone, che non ci fa essere razionali. Che trasforma una fede in tante emozioni. Che lega il nostro cuore a dei colori, a dei volti, a delle azioni. Il calcio è fantastico, c'è poco da aggiungere. E se tu ti trovi con un pallone tra i piedi, dovunque tu sia, nello stadio più bello del mondo o nella strada più povera della terra, hai il dovere di non pensare a niente, a divertirti. Fatti prendere dall'emozione di quella sfera. Se hai un pallone tra i piedi, stai giocando al gioco più bello del mondo
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