martedì 18 ottobre 2011

Tinturia e... Si parte!

Ma passiamo a qualcosa di più pratico. Come sarà stato il giorno della partenza? Il giorno in cui ho lasciato Palermo per cominciare questa nuova avventura? Emozionato? Spaventato?
Direi di iniziare dalla sera prima della partenza. Vado a cena fuori con mia madre e mio padre e mio cugino, che per me è come il fratello che non ho mai avuto. Assaporo per l'ultima volta il sapore delle cozze (oggi trovate confezionate in un supermercato scozzese) e passiamo la serata a parlare di tutto, ma soprattutto del passato. E certo, quando c'è un cambio così drastico nel futuro prossimo, si finisce sempre a parlare del passato. Di come i miei hanno fatto strada nel mondo del lavoro, di come si sono conosciuti.. Insomma, come si è arrivati a questo giorno. Torniamo a casa e dopo aver salutato mio padre vado a letto, dato che l'aereo sarebbe partito molto presto la mattina. Ora tutti penseranno: Come si fa a dormire in notti come queste? Come si fa a dormire con così tanti pensieri nella testa?
Sinceramente non so rispondere, so solo che le mio otto ore di sonno sono riuscito a farmele senza problema. E quindi la mattina mi aspetta una sveglia particolare. Infatti a svegliarmi non è stato il suono della sveglia, ma l'alito paradisiaco del mio cane, che, evidentemente, non vedeva l'ora di salutarmi prima di partire. Devo dire che nonostante tutto è stata un ottima sveglia!
E allora si montano le valigie in macchina e si parte! Non ero affatto pensieroso durante il tragitto. Chiacchieravo tranquillamente, come se stessimo andando a fare una gita. Che i miei invece erano emozionati lo si poteva vedere da un chilometro! Arriviamo all'aereoporto, check-in e bar, poi dritti al piano superiore per fare i controlli. Li abbraccio, mi mancheranno molto. Veramente tanto. Però penso che questo sia comunque il giusto andare delle cose, il giusto ciclo vitale. Mia madre prima di dire mi disse che la relazione genitori e figli e come quella tra un arco e una freccia. L'arco prima si prende cura della freccia per poi scagliarla al momento giusto. Più l'arco sarà bravo a fare il suo lavoro, più la freccia andrà lontano.
Passo i controlli di sicurezza dell'aereoporto Falcone-Borsellino, e mi giro per vedere se i miei genitori sono ancora là. Ci sono. Li saluto con la mano e vado all'imbarco. Da questo momento sono solo. Devo aspettare una ventina di minuti prima dell'imbarco, quindi mi siedo di fronte il tunnel dell'imbarco e mi metto le cuffiette. Devo scegliere qualcosa da sentire e dopo un po' di indecisione scelgo di sentirmi i Tinturia, del mio amico Lello. Ho sempre apprezzato i loro pezzi, mi sono sempre piaciuti tantissimo. Ma ora sento di apprezzarli ancora di più, perchè quando, aspettando l'aereo, ascoltavo 92100 ho pensato < con questa musica nelle orecchie sarà come se non avessi mai lasciato la Sicilia>. E così è stato fino ad ora. Anche in questo momento, mentre sto scrivendo, sto ascoltando una loro canzone (Capita). E' incredibile come a volte bastano due cuffiette per sentirti a casa.
Comunque, tornando al racconto, è il momento  dell'imbarco. Salgo sull'aereo e mi siedo al mio posto. Tutti prima di partire mi dicevano che una volta salito sull'aereo mi sarebbero saliti in mente miglialia di pensieri, ma io non mi sono smentito. Il tragitto prevedeva, per arrivare ad Edinburgo, un volo da Palermo a Francoforte di circa due ore, dove poi avrei preso la coincidenza. Ho dormito dall'inizio alla fine del volo. I pensieri non hanno neanche avuto il momento di bussare alla porta del mio cervello che io già avevo spento la luce.
Arrivo a Francoforte. L'aereoporto è molto bello. Devo avvisare almeno una decina di persone del fatto che sono arrivato sano e salvo. Dopo la processione dei messaggi mi assale una fame tremenda e quindi decido di andare al McDonald's. Qua incontro forse l'unica cassiera che, in un aereoporto internazionale, non sa spiccicare mezza parola di inglese. Quindi mi devo arrangiare. <Ein McChicken, danke> (premetto che in tedesco so dire soltanto i numeri da uno a tre, grazie, scarpa e giardino. Non chiedetemi perchè, non ve lo saprei spiegare). Fortunatamente mi capisce, e quindi riesco a mangiare. Davanti a me sono seduti una mamma e un figlio, molto probabilmente francesi. Improvvisamente viene la mia prima riflessione della giornata. Quella madre con quel figlio hanno rievocato in me il ricordo di quando con mia madre giravo l'Europa. Quanti posti belli che mi hanno fatto vedere i miei genitori! Forse è anche per questo che oggi ho questa gigantesca voglia di scoprire il mondo. Finisco il mio pranzo e torno al gate. Si riparte con i Tinturia, che hanno contribuito alla nascita della seconda riflessione della giornata. La Sicilia. Improvvisamente mi accorgo della bellezza della terra in cui vivo. Non che prima non me ne sia mai accorto, anzi! Non ho mai fatto altro che inneggiare la Sicilia e la mia sicilianità! Però quel giorno, accorgendo di quello che stavo facendo e a cosa stavo andando incontro ho pensato che posso andare dappertutto, anche sulla luna. Non troverò mai niente che si avvicini neanche minimamente alla Sicilia, perchè la Sicilia è unica.
In aereo cerco di distrarmi, pranzo un'altra volta. Evidentemente i pensieri alla fine sono riusciti a entrare. Sono così tanti che non riesco neanche a ricordarli. Mi ricordo soltanto che non erano pensieri, piùche altro erano dubbi. Ma ormai non sono importanti, tutti i miei dubbi sono svaniti da un pezzo. L'aereo non ci mette molto ad arrivare. Mentre scendo devo combattere la tensione. Sono arrivato e me ne andrò tra un anno. Provo a combatterla mettendomi le cuffiette. Tinturia- Jovanotto. Sto molto meglio

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